Buon Nuovo Anno 2018,
Come hai vissuto questo passaggio dal vecchio al nuovo?

Io molto serena e tranquilla e sono felice di aver ricominciato con il lavoro proprio il 2 gennaio, la considero ormai una ricorrenza da festeggiare!
Diversamente dagli altri anni inizio questo 2018, invece che con i soliti buoni propositi, con la ricerca della mia parola dell’anno, una pratica che sto scoprendo
grazie a due Donne che mi stanno ispirando in questo periodo (ti invito a conoscerle: Ilaria Ruggeri e Gioia Gottini).

A partire da ottobre del passato anno sono stata ad ascoltare un bel po’ di persone interessanti: prima sul tema della Placenta (le ostetriche Barbara Sartorelli e Elena Cecchetto, il pediatra Massimo Alosi, l’antropologa Ester Botteri) con parole e informazioni accompagnate da un interessante progetto fotografico ideato dal fotografo Carlo Dulla e dalla doula Valentina Vecchiato; poi a novembre sulla Nascita e sul Portare (Michel Odent e Ester Weber) e sull’Utero e sul Rebozo (la partera messicana Laetitia Hernandez) mentre a dicembre E., una bella ostetrica che ha parlato del Re-Bonding, un rituale di Brigitte Renate Meissner.
Cercavo da molto tempo risorse su questo ultimo tema, una pratica che aiuta a guarire le
ferite di una Nascita – come ha detto più volte E. – “inaspettata”: emozioni e lacrime assicurate.

Il Re-Bonding propone alla mamma o al papà di “rivivere” l’esperienza della nascita, consapevoli che comunque sia andata, c’è un legame che unisce la nuova vita con coloro che sono i suoi genitori e di recuperare questo filo e curarlo e esserne coscienti per sanare, attraverso il nuovo Bonding. E’ stato interessante questo racconto fatto da quest’ostetrica che usa il rituale da alcuni anni e lo ha messo anche alla nostra portata. Entusiasmante!


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