Stare sul pancino (tummy time) va bene per un neonato?

Come si fa il tummy time con un neonato?

Per quanto tempo deve stare sul pancino un bebè di 2 mesi?

Come fare il tummy time con il tuo bebè

Quando il bambino si gira a pancia in giù?

Quando il neonato si gira da solo?

Queste sono delle domande frequenti che le neo mamme e papà si pongono nei tempi contemporanei. Se sei qui, magari te lo sei chiesto anche tu.

Per il seme che propongo qui, ho interrogato recuperato appunti, qualche libro e alcune professioniste del settore: ne parlano neuropsicomotricist*, fisiatr*, osteopat*, ostetric* e, soprattutto… case produttrici di giochi e puericultura leggera.

C’è sempre qualcuno che ti dice che per fare una certa cosa, devi comprare lo strumento preciso (cuscini giochini particolari, specchietti), ma in questo caso, posso tranquillizzarti che in casa avrai già praticamente tutto ciò che ti serve.

Ho trovato un produttore: il suo cuscino da allattamento può essere usato in 10 modi diversi, tra cui anche sdraiarci un cucciolo pancia sotto.

Dove metteresti un bebè quando non è in braccio o quando dorme? Di solito sopra un materassino o tappetino morbido o una coperta, sia per proteggerlo dagli urti ma anche per la temperatura del pavimento, con un asciugamano arrotolato sotto il petto. Ho visto mamme che hanno l’abitudine di appoggiare il bebè sulle proprie gambe o sui piedi, quando esse sono distese sul divano o sedute sul pavimento, oppure appoggiare il bambino sopra il proprio petto.

Alcuni siti specificano di mettere il bambino a pancia sotto di giorno. Aggiungo io da sveglio, con un genitore vicino e senza utilizzare pacificatori (il ciuccio): è molto sentita la campagna di sensibilizzazione sul far dormire i bebè in posizione supina (a pancia in su).

Una cosa che ricordo di non aver fatto io a suo tempo, è di non mettere il bebè a pancia giù se non ci va da solo, cioè ci deve saper andare da solo, resta così il tempo che vuole e da solo torna a pancia in su’.” Come dice Donata Tosato, laureata in Scienze Motorie e insegnante di nuoto per le gestanti.

Mi è piaciuto scoprire che per la neuropsicomotricità considerare la dimensione emotiva, affettiva e cognitiva del bambino è un tutt’uno: siamo sulla stessa linea di pensiero con l’Educatrice PerintaleDoulaConsulente del Portare che c’è in me e con il sentire di moltissime delle mamme con cui ho avuto a che fare.

La fase motoria del bebè inizia già dalla gravidanza: i movimenti dentro alla pancia, servono per comunicare, e sono legati all’olfatto, al gusto, al tatto; tutte capacità innate.

Quando poi il bebè nasce le mamme e i papà osservano, nei primi mesi di vita, movimenti arcaici dove tutto parte dal movimento dell’occhio poi occhio mano, poi per afferrare oggetto lontano c’è rotolamento.

Quando l’occhio si è sviluppato adeguatamente, si muove, ragiona e stimola il movimento: elemento importante è la curiosità. Ad un certo punto, le mamme mi riferiscono che succede proprio da un momento all’altro senza preavviso, che il bebè passa da pancia in su alla posizione prona, cioè a pancia in giù. Ed è sempre una grande emozione: “E’ la prima volta che lo fa!” oppure “Non lo aveva mai fatto prima!” sono i commenti che mi capita di sentire quando me lo raccontano.

Spesso succede mentre i bebè sono sul fasciatoio oppure sopra il lettone: è quello il momento in cui il genitore sa che il posto più sicuro dove appoggiare il bebè è il pavimento.

“Dal pavimento non si può cadere”, come diceva Sara, mamma di due gemelline e infermiera di pronto soccorso. Sono super d’accordo ma… immediatamente mi parte in testa la pubblicità di un detergente per i pavimenti che elimina germi e batteri: attenzione, cara mamma o caro papà che leggi, abusare di igiene o di detergenti, le cui esalazioni poi rimangono nell’aria di casa, può essere deleterio tanto quanto una caduta.

Il genitore deve stare seduto lì vicino o disteso accanto? Mi sono posta ora questo dubbio, forse perché l’età comincia ad avanzare e del distendermi completamente a livello neonato, la vedo più complicata poi per rialzarmi!!

Ma è comunque da chiedersi come invogliare lei o lui mettendosi giù o lì vicino con oggetti o con lo specchio orizzontale, ben ancorato al muro, a filo terra.

Alcune mamme e anche operatori che non si occupano prettamente della nascita o dell’allattamento non sanno che questa pratica ha anche un nome: in italiano diciamo semplicemente mettere il bebè a pancia in giù, oppure il tempo sul pancino. In inglese si individua con la locuzione di tummy time.

Nella mia esperienza di mamma ovviamente l’ho sperimentato con entrambe le figlie e anche le nonne sono state di supporto suggerendo di usare una pila accesa, così che la bimba sarebbe stata ancor più interessata.

Come operatrice la prima volta che l’ho sentito chiamare con il suo nome tecnico è stato durante una formazione sullallattamento con Tiziana Catanzani al MIPA.

In quel momento mi sono stupita del fatto che lasciare al bebè la possibilità di sperimentare posizioni a terra fosse così importante anche rispetto alla pratica di allattare: se non lo avesse detto lei, non avrei fatto questo collegamento.

Lo Yoga post parto mamma-bebè o il Kangatraining propongono di posizionare il bebè sulla pancia vicino a chi pratica, oppure sul proprio corpo, il bebè a pancia in giù, che guarda il viso della mamma o del papà.

Mi viene in mente anche il breast crawling, un comportamento neonatale immediatamente dopo la nascita (e oltre): il bebè letteralmente dalla pancia “scala” (crawl) il corpo della mamma per arrivare al “seno” (breast).

A questo proposito un breve accenno ai Riflessi Neonatali Primitivi (RNP). Ne cito solo alcuni a titolo di esempio:

  • Riflesso palmo-mentoniero (di Babkin) o riflesso di Marinescu-Radovici
  • Riflesso di Moro
  • Riflesso di prensione palmare o Grasping Reflex – è l’ultimo dei riflessi del neonato a scomparire quasi ad un anno di vita.
  • Riflesso di suzione (di Epstein) o Riflesso di rooting – Sollecitando il viso il bebè si volta verso quella parte come per cercare il capezzolo, scompare verso i 4 mesi
  • Riflesso di marcia automatica, camminamento istintivo (o Stepping Reflex) – sostenuto dalle ascelle il bebè accenna a camminare, quando i piedi toccano una superficie, scompare verso i 4 mesi

Come si capisce leggendo qui sopra, i riflessi primitivi scompaiono con il passare dei mesi: se non succede significa probabilmente che la bimba non passa sufficiente tempo in posizione prona, “sulla pancia”, o non ha abbastanza spazio per strisciare e gattonare. Mano a mano che la pupa cresce, i movimenti si fanno meno istintivi e più mirati, precisi: il bebè acquisisce delle competenze.

Ci metto dentro anche il babywearing assimilato alle pratiche studiate e diffuse negli ultimi anni anche nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale e a cascata, sui piccoli nati a termine: la Kangaroo Mother Care (KMC) o Marsupioterapia e la pratica del Skin to skin care (STS) o contatto pelle a pelle.

Prendendo spunto dal concetto del continuum e dal concetto di esogestazione, il babywearing è ormai affermato come una naturale estensione del contatto pelle a pelle.

Oltre a questo agisce beneficamente sulla colonna vertebrale e stimola il sistema vestibolare, quello che controlla l’equilibrio.

Per questo mi è sembrato naturale parlarne, a proposito di un bebè che a tre o quattro mesi, favorendo le condizioni dell’ambiente in cui vive, comincia a sviluppare.

Cosa puoi fare tu? Fai una riflessione, anche con il tuo partner, su come secondo voi, è utile  accompagnare questi processi.

Aiutare non significa necessariamente girare il bebè perché capisca come si fa oppure metterlo tu nella posizione del tummy time. Tante volte limitarsi ad osservare è la strada più soddisfacente per tutti.

Piuttosto dare a lei o a lui la possibilità di muoversi liberamente, sul pavimento

e cercando di accelerarne lo sviluppo motorio mettendolo in seggiolini per l’auto, seggioloni, girelli, sdraiette, sedie per la pappa, passeggini: tutti questi in gergo vengono chiamati sistemi di ritenzione o sistemi di contenimento e dalle esperte e dagli esperti sono sconsigliati prima ancora che sia in grado di stare seduto da solo. Dopo la lettura di questo seme mi auguro che una risposta, ora, ti sorga anche spontanea.

Sono importanti le esperienze sensoriali: non servono giocattoli o strumenti particolari ma oggetti che contribuiscano a dare opportunità di fare queste esperienze.

Qui mi vengono in mente le osservazioni di Maria Montessori.

“Il bambino segue un programma predefinito di sviluppo motorio e di integrazione dei riflessi”, cioè significa che i riflessi primitivi vanno via via ad affievolirsi, per diventare capacità volontarie, e a questa frase mi vengono in mente le altrettanto interessanti osservazioni di Emmi Pikler.

“Verso la fine dei tre mesi il lattante inizia a rotolare con tutto il corpo. È una tappa evolutiva importante, che corrisponde all’acquisizione di una consapevolezza dello spazio circostante e del proprio corpo. È la fase delle esplorazioni corporee, della scoperta di un orizzonte più ampio, che va oltre la vista della mamma e del seno, ma che non si sperimenta ancora”, come continua la neuropsicomotricista di grande esperienza Emma Elisabetta Perosino.

Ci vediamo qui nei dintorni!

Qui trovi il seme sul tema precedente: il Portare, to Carry. Il prossimo seme sarà …

Licia Valso, 2020
#semidinaturalematernale

Ps: Vuoi approfondire tutti i temi che sono usciti in questo seme di Naturale Maternale?

Unisciti ai cerchi di Naturale Maternale, on-line o dal vivo, dove spesso si ride e si allatta insieme e i livelli di ossitocina li pompiamo belli alti!

Coccola la tua bimba o il tuo bimbo (e fatti coccolare dal tuo partner)!

Vieni con il tuo compagno, già in gravidanza, al laboratorio esperienziale dove ti spiego come usare Rebozo per essere cullata e rilassarti con questo tessuto

Prenota una consulenza privata o una consulenza di gruppo per imparare la legatura per portare il tuo bebè ad altezza bacio, e danzare con lei o con lui sin dalle prime settimane di vita

Oppure chiamami: ti metterò in contatto con Elisa per un massaggio Shiatsu, con Paola, Beatrice o Patrizia per il massaggio infantile, con Elisabetta o Federica per una sessione di yoga pre o post parto, con Lara per una seduta di Orthobionomy, con Chiara per l’utilizzo degli olii essenziali, con Lucia per noleggiare una fascia o un marsupio e con l’altra Lucia per fare kangatraining con il tuo bebè addosso

Fonti:

Sito Giorvani Genitori – https://www.giovanigenitori.it/lifestyle/primi-passi-senso-della-scoperta/

Portare i piccoli, sito di Esther Weber – http://www.portareipiccoli.it/

 


4 commenti

Semi di Naturale Maternale – la Taglia delle Fasce Portabebè – Licia Valso · 28 Marzo 2020 alle 15:26

[…] trovi il seme sul tema precedente: il Tummy Time, il Tempo sul Pancino. Il prossimo seme sarà […]

Semi di Naturale Maternale – Licia Valso · 31 Marzo 2020 alle 19:26

[…] SEME X – TUMMY TIME, IL TEMPO SUL PANCINO […]

Semi di Naturale Maternale – i Portabebè: origini e come sono nati quelli che conosciamo – Licia Valso · 15 Aprile 2020 alle 15:25

[…] terapia intensiva neonatale, presenti anche in varie zone, d’Italia, dove si mette in pratica la Kangaroo Mother Care o […]

offrire le tue mani come mezzo affettivo di contatto e di comunicazione – Licia Valso · 21 Aprile 2020 alle 12:37

[…] il proprio partner, con le mani appoggiate sui fianchi o che accarezzano la schiena. Richiamano i Riflessi Neonatali Primitivi nella diade […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *