ciùccio (o ciucciòtto) s. m. [der. di ciucciare], fam. – Tettarella di gomma. ◆ Dim. ciuccétto.

un’estremità gommosa a forma di mammella da tenere in bocca

Un argomento talmente vasto che ha aperto moltissimi canali di pensiero, riflessione e discussione già con l’incontro a tema organizzato insieme a Donata Tosato, che ringrazio anche per la partecipazione a questo seme, che sarà mia cura tornare ancora sull’argomento.

In italiano viene comunemente chiamato anche succhietto. Dice Wikipedia:

I primi rudimentali succhietti possono farsi risalire addirittura a 2000-3000 anni fa: sono stati ritrovati infatti, in Italia e Cipro, piccoli animali di argilla destinati ad essere appesi al collo, con una grande apertura per l’inserimento – probabilmente – di miele ed un piccolo orifizio nella bocca dell’animale affinché fosse possibile per il bambino succhiare il miele.

Questi ciucciotti “primitivi” sono stati utilizzati fino al medioevo. A questo periodo risalgono le prime fonti, quasi tutte di matrice tedesca[1]. Celebre è la rappresentazione nel quadro di Albrecht Dürer, Madonna del Lucherino, del Gesù Bambino con in mano un sacchetto di lino che veniva utilizzato intinto nel miele o in acqua zuccherata per calmare i bambini.

La forma odierna è stata raggiunta attorno al 1900, quando venne brevettato negli Stati Uniti il “baby comforter“.

Indiscusso protagonista di libri per l’infanzia: sarebbe interessante capire perché il programma nazionale Nati per Leggere dedica alcuni libri al tema, mentre decisamente meno libi al tema dell’allattamento al seno, la norma biologica.

Un esempio che a suo tempo mi ha lasciato parecchio da pensare è stata la sorellina dell’italiano Topo Tip che porta il ciuccio sin da neonata (e suo fratello che non la vuole).

Molto presente anche nei cartoni animati dedicati alle fasce di bambini e bambine più piccoli, come i Baby Looney Toons: animali parlanti che in versione neonati indossano pannolino e portano il ciuccio… decisamente una distorsione della realtà anche rispetto all’altra norma biologica, degli animali mammiferi, non umani.

Oppure Maggie Simpson, la più piccola della serie della famiglia Simpson, che non sa parlare né camminare, rappresentata sempre e comunque con il ciuccio in bocca. (Ero talmente innamorata di lei che da grandicella avevo un suo pupazzetto, tutina azzurra e ciuccio rosa, appeso al mio zaino di scuola).

Anche Winnie, un personaggio più recente che si nota nel film Hotel Transylvania: è un cucciolo lupo mannaro con il ciuccio rosa. E’ la più intelligente di tutti i suoi fratellini e ha un molto potente senso dell’olfatto.

Dedicato al ciuccio un episodio della serie dei 44 Gatti “Il ciuccio di Pilou”, abbastanza interessante. La faccenda di togliere il ciuccio si risolve in un tempo troppo breve… da cartone animato.

Un tempo che nella realtà risulta davvero inverosimile: testimonianze di mamme nella mia esperienza di questi anni mi parlano di mesi e di regressioni, similmente a ciò che succede quando ci si approccia allo spannolinamento, dopo il primo anno di vita.

Finisco con il citare l’infinita serie di bambole e bambolotti forniti di ciuccio: una mamma mi ha raccontato di essersi alzata di notte per consolare un pianto.

Ma non era la sua bambina… era il cicciobello che aveva perso il ciuccio e, finché non lo ha trovato in mezzo al cesto dei giochi, non ha smesso di piangere.

Ciuccio e biberon sono sinonimi di neonato… Maaaaa perché? E se guardiamo al passato o appena fuori dai confini italiani, anche lì è un’abitudine secolare dare il ciuccio ai lattanti?

Insieme al pannolino e carrozzina all’inglese sono le immagini che qui da noi si trovano spessissimo raffigurate nei biglietti augurali, come oggettini che accompagnano le bomboniere, come ricami a punto croce su bavaglini e lavette, oppure, con mio sommo dispiacere, nelle pubblicazioni mediche e nei loghi utilizzati per pubblicizzare attività dedicate alla gravidanza e ai neonati, presso piscine, palestre o centri pubblici e privati.

A mio avviso stanno diventando sempre di più uno stereotipo, assieme al colore rosa deputato solo per le bambine e il colore azzurro solo per i bambini.

Dice un opuscolo del Ministero della Salute Italiano per i genitori: Succhiare il ciuccio (o il proprio ditino) è fonte di tranquillità e di soddisfazione per il lattante: utilizzare  parecchie volte il ciuccio nei momenti di crisi non è dannoso.

Oppure si suggerisce di proporlo dopo il primo mese, quando, dicono, ormai l’allattamento si sarà stabilizzato in maniera completa.

Nella mia esperienza, allattamenti si sono stabilizzati sin da subito, altri dopo alcune settimane, altri invece, il mio primo allattamento compreso, si sono stabilizzati dopo vari mesi dalla nascita del bebè.

Il mese o i 40 giorni indicati in genere nei siti commerciali o da libri e operatori, non possono essere adattati a tutte le situazioni: tu e la tua bimba o il tuo bimbo siete unici. E unico è l’approccio che adotterete, le scelte che farete a seconda delle osservazioni che tu stessa potrai vedere su di lei e su di lui.

Vorrei che un giorno in tutti i libri e le guide di puericultura ci potesse essere scritto questo:

Per un bambino o una bambina di qualsiasi età succhiare il seno della madre è fonte di tranquillità e di soddisfazione: utilizzare parecchie volte al giorno il seno nei momenti di crisi, oltre che per la nutrizione o l’alimentazione complementare, risponde ad un bisogno fisiologico: è la norma biologica.

Ascolta un po’ cosa dicono le esperte in allattamento, ad esempio le Consulenti professionali IBCLC: il ciuccio è un interferente all’avvio dell’allattamento.

Te ne parlo anche io sin dalla gravidanza nei percorsi di accompagnamento oppure nel corso “Mi hanno detto che l’allattamento viene naturale”.

Un interferente tanto quanto altri dispositivi che vengono offerti al bebè come la tettarella del biberon, anche la più simile al seno materno.

Nell’incontro a tema sul ciuccio si parla proprio di cosa fare per pacificare questo bebè e anche di quali aiuti dall’esterno a una mamma o ad una coppia di genitori che pensa di utilizzare il ciuccio: un esempio è quello di chiedermi di essere la tua doula.

Alcuni bimbi vengono portati dal pediatra con un irritamento da strofinamento del ciuccio: un po’ come l’irritazione da pannolino, questo tipo di sollecitazioni della pelle sono dovuti ad una sottovalutazione dell’uso di questi dispositivi. Semplicemente se ne abusa, cioè vengono utilizzati o proposti per troppo tempo continuativo al giorno.

Come fare allora, ti chiederai?

“Il pannolino lo devo usare, non potrò mica farmi scagazzare o piscettare dappertutto!!!! Così oltre alle normali tutine e bavaglini, mi tocca lavare anche la fodera del divano!”

Hai presenta quando indossi l’assorbente mestruale per molto tempo? La sensazione di benessere che provi quando te lo togli? Beh, per il bebè è uguale: non vedono l’ora di togliersi il pannolino di dosso: puoi provare a tenerlo qualche minuto senza, oppure provare i pannolini lavabili per lasciare che la pelle respiri meglio oppure venire a sentire che cos’è l’Elimination Communication!!!

E il ciuccio?

“Sono a casa da sola per molte ore al giorno con lui e ho bisogno di un po’ di tregua: lo metto nella sdraietta con il ciuccio e almeno mezz’ora, quando è sveglio, sta buono. Io riesco a farmi la doccia o a preparare la cena per il mio compagno quando torna…”

Quando abbiamo preparato il nostro incontro sul ciuccio, Donata ed io abbiamo molto discusso di questi aspetti: sono stata la sua doula, ormai cinque anni fa, e, anche nella sua posizione di posturologa, il pensiero all’uso del ciuccio è andato tante volte, ma anche abbandonato perché lei sapeva di avere gli strumenti per poter affrontare le difficoltà. Io stessa ne ho davvero abusato, da mamma primipara senza nessuna informazione sul tema.

Quali sono le risposte? Forse le risposte risiedono nelle convinzioni, nelle pratiche di accudimento, dell’affidarsi a i consigli dei professionisti di tua fiducia a volte anche nei condizionamenti culturali.

Noi ci siamo dette che l’ascolto dei propri bisogni e dei bisogni della propria famiglia, l’osservazione e il supporto pratico ed emotivo con un bebè di poche settimane possono fare la differenza.

Quando andavo da Donata e doulavo lei e le sue bambine, una neonata ed una un pochino più grande, la differenza era che lei era sostenuta, e meno stanca per affrontare le ore difficili della sera, quando si dice che arriva l’orario delle coliche. Assieme alle sue conoscenze professionali, mi ha anche chiesto consulenza sull’uso della fascia e, anche per lei e le sue figlie, il babywearing è stato un alleato insostituibile, magari usato proprio quando ad altri genitori esasperati sarebbe venuto in soccorso il ciuccio.

Sulla deglutizione

Secondo gli studi gli esseri umani deglutiscono circa duemila volte al giorno. La lingua è il muscolo più forte del nostro corpo, pertanto se la sua spinta è scorretta può provocare diverse conseguenze. Sembra che la lingua sia davvero molto importante: è il bilancere del nostro corpo.

Postura e Lingua

Se la lingua resta in posizione scorretta il rischio è un po’ lo spauracchio delle mamme con neonati: la tuba di Eustachio serve per la ventilazione dell’orecchio, se questa non avviene in maniera ottimale, aumenta la produzione di muco che rimane fermo lì nei pressi e la conseguente otite. Nei neonati e nei bambini piccoli è dura da affrontare perché per loro molto dolorosa, per i genitori affrontare il pianto e trovare il modo per alleviare il dolore è a volte un grande stress. Perché spesso le otiti fanno capolino proprio verso la sera o di notte: anche con le mie figlie è successo di chiamare la Guardia Medica e correre alla farmacia di turno in un paesino sperduto.

Cambiamenti Posturali dopo un corretto posizionamento della lingua

“Il condizionamento della lingua nel nostro corpo è di fondamentale importanza non solo per chi se ne occupa quotidianamente (logopedisti e odontoiatri), ma lo è divenuto in particolare anche per tutti quei professionisti che si intendono di posturologia.

Ma se la lingua è di per sé un condizionatore posturale che sta conoscendo in questi ultimi anni un’attenzione sempre maggiore, c’è una parte di essa che non viene quasi mai considerata in ambito posturale: il frenulo linguale.

Il frenulo linguale è una piccola parte di tessuto con la funzione anatomica di collegare la parte sottostante della lingua con il basamento della cavità orale

Con l’alimentazione artificiale, in pratica, il bambino impara a nutrirsi passivamente, con scarsa attività linguale e labiale, e soprattutto assumendo una postura linguale e mandibolare atipica e sostanzialmente scorretta.

Gli effetti negativi dell’allimentazione artificiale sulla struttura cranio-mandibolare non si esauriscono nella fase dell’allattamento: il bambino memorizza la diversa organizzazione linguo-labiale e deglutitoria, la mantiene anche dopo il passaggio all’alimentazione mista e, in assenza di trattamento logopedistico e odontoiatrico adeguato, molto spesso per tutta la vita.

Fondamentale risulta la fase orale; in essa la lingua prende progressivamente contatto col palato a partire dallo Spot palatino”

Lo Spot Linguale “Centro Dell’equilibrio”

Come dice Ferrante “ La lingua è il modo dell’organismo di colloquiare con il cervello”. In quest’ottica si può comprendere come il movimento della lingua serva per stimolare una  particolare zona del palato, estremamente importante per le sue connessioni neurofisiologiche: lo Spot.

“Nel punto dello Spot Palatino sono presenti una quantità elevatissima di ben 5 tipi diversi di esterocettori, presenti anche a livello della pianta del piede. Lo Spot corrisponde al punto dove si trova la lingua quando pronunci il suono “L”.

Enorme interesse ha suscitato il constatare che pazienti con disfunzioni della deglutizione spesso presentavano atteggiamenti posturali generali alterati, che miglioravano facendo posizionare la lingua sullo Spot Palatino.”

A questo scopo un trattamento riabilitativo multidisciplinare, che coinvolge più professionisti, la Terapia Miofunzionale della Deglutizione ha come obiettivo insegnare al paziente a deglutire correttamente: (come la logopedia può aiutare l’ortodonzia e anche come l’incontro tra l’odontoiatria olistica e con la dentosofia, la Saggezza dei denti.

E adesso la parte più leggera: come si dice ciuccio quando sei all’estero e perché.

quasi siucuramente sai parlare inglese, magari per lavoro Business English o Travelling English: ma se devi cambiare un pannolino o cercare un negozio che noleggia passeggini? Ecco che questa parte dell’inglese dedicata a mamme e papà, quella che non ti insegnano a scuola, si chiama Children English: e non è solo per bambini.

In inglese americano si dice pacifier: “something that makes people calm when they are angry or upset” oppure comforter o soother. Che dà la pace, conforto, che cura, lenisce, calma… Sono gli stessi termini che userei per descrivere l’azione di portare al seno il bebè…. (chi vuole intendere, intenda!).

Se sei come me, un po’ più british, allora usa la parola dummy (quasi un gioco di parole tra ciuccio e l’altro significato, fantoccio, manichino).

Sempre nel dizionario inglese si trovano queste parole usate per descrivere il nostro oggetto:

un oggetto liscio di gomma o plastica che viene dato a un bambino per succhiarlo, per confortarlo e farlo smettere di piangere

un oggetto di gomma o di plastica con una parte che sporge in fuori come un capezzolo e che viene dato a un bebè per succhiare, di solito per calmarlo

Come un capezzolo?!?!? Succhiare e confortare? Calmare? Ancora altre parole  che mi richiamano alla mente l’abbraccio materno, oppure il cullamento e il dondolio dato dai sassi e dalla terra quando si va in passeggiata, l’allattamento al seno, oppure la danza o il bebè portato in fascia.

Mannaggia quante cose che sostituisce questo ciuccio!!

ho trovato frasi che fanno appello alla maturità del bambino “Fate appello all’orgoglio del bambino: spiegategli che ormai è troppo grande per succhiare il pollice o il ciuccio, cosa che fanno solo i bebè.”

Mi permetto di non essere d’accordo: il ciuccio viene proposto dai genitori, non è il neonato che se lo va a cercare. Quando nasce il bebè ricerca il seno, nella già citata breast crawling.

Bene, questo contributo di Naturale Maternale finisce qui.

Alle prossime puntate!

Qui trovi il seme sul tema precedente: le taglie delle fasce portabebè. Il prossimo seme sarà uso dei dispositivi elettronici vicino ai bebè.

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale

 

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Fonti:

Wikipedia – https://it.wikipedia.org/wiki/Succhietto

Cambrige Dictionary – https://dictionary.cambridge.org/it/dizionario/inglese/

Learn with Mummy – https://learnwithmummy.com/

Linguee – https://www.linguee.it/italiano-inglese/traduzione/ciuccio.html

“Bambine e Bambini del Mondo, Giuda per le Famiglie”  – http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_29_allegato.pdf

http://www.igeamagazine.it/2019/03/15/uso-prolungato-del-ciuccio-biberon-quali-conseguenze-alla-lingua-e-al-palato/

https://www.upainuc.it/files/Padula/6_Miele.pdf

Per approfondire:

Su UPPA, Un Pediatra per Amico “Dito, ciuccio o nessuno dei due?” – https://www.uppa.it/psicologia/dito-ciuccio-o/

Postura Facile – https://www.posturafacile.it/2013/04/lo-spot-palatino/

Mamma Logopedista – https://www.mammalogopedista.it/

“Il giusto respiro: Proteggere i bambini da adenoidi ingrossate, allergie, infezioni respiratorie ricorrenti e altre patologie”, di Andrea Di Chiara

“Togliamo il ciuccio. La prima guida sui vizi orali dell’infanzia con spunti teorico-pratici per genitori e storie illustrate per bambini”, di Paola Perrone, L. Leandro, L. Ciccone

Ambulatorio odontoiatri Bastianello – https://www.lucabastianello.com/

“i-denti-tà – Dalla cura dei denti la salute del corpo. Approccio autobiografico alla Medicina Olistica e alla Dentosofia”, di Luca Bastianello

 

 


1 commento

Semi di Naturale Maternale – Licia Valso · 6 Aprile 2020 alle 17:23

[…] SEME XII – CIUCCIO […]

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