Per dare vita a questo seme, mi sono fatta aiutare dalla Natura: ho chiamato in aiuto un olio essenziale di una linea che utilizzo da più di vent’anni e che amo.

Il suo nome è Essenza Benefica Stimolante: ha una boccetta scura, con un contagocce, ha un’etichetta rosa intenso. E’ costituita da Olii Essenziali puri estratti a freddo di Menta, Rosmarino, Salvia, Lavanda, Geranio, Ginepro, Eugenolo.

Un sacco di piante dalle mille virtù, un mondo da esplorare e sperimentare.

Per me gli Olii essenziali, come i Fiori di Bach, ci sono sempre stati, non sono una moda del momento o un revival.

Credo che quando a quattro anni aspettavo una sorellina ho insistito proprio io per darle il nome di un’erba, Melissa, avessi già le idee chiare: la mia maestra nominava spesso l’Acqua di Rose e anche la mia mamma idratava con quella la pelle del viso e l’Acqua di Melissa è un altro distillato molto potente e conosciuto da centinai di anni in alcuni monasteri italiani.

A questo proposito ti raccomando già di non usare olii, creme e Acque aromatiche o Fragranze analcoliche direttamente sulle fasce portabebè o durante il loro lavaggio: sono agenti potenti che potrebbero danneggiare i tessuti. Tanto meno ti consigli di usare altri profumi di origine chimica, detersivi profumati o ammorbidenti: un altro valido motivo è che con un bebè appena nato o comunque molto piccolo, profumi diversi da quelli che il tuo corpo emana, potrebbero davvero confonderlo o farlo piangere.

Se hai frequentato un corso preparto forse ti hanno parlato anche di questo e dell’Aromaterapia, che riguarda proprio l’utilizzo degli olii essenziali. Se non ti è successo, vieni agli incontri mensili o al percorso in gravidanza con me: posso essere la tua doula o la tua educatrice perinatale.

Ma torniamo ai tessuti: pattern e blend si riferiscono a questi e al mondo del portare.

Schema, modello.

Nella computer graphics, immagine o motivo decorativo che è possibile replicare all’infinito, spec. nella creazione di sfondi.

Origine Propr. “modello” •1952.

Il termine pattern può essere usato anche come sinonimo di texture (trama, per esempio la trama di un tappeto) o una regolarità che si riscontra all’interno di un insieme di oggetti osservati (per esempio, le macchie di un ghepardo). Pattern, infatti, in inglese indica il disegno ornamentale di una superficie: per esempio un tessuto, una tappezzeria, una pavimentazione.

 

La composizione di un pattern è data dal moltiplicare e affiancare tra loro, secondo una griglia regolare e ordinata, tanti moduli base identici tra loro, secondo le regole della simmetria traslatoria[senza fonte]. Molti strumenti di grafica, per esempio un pennello che invece di disegnare una linea disegna delle bolle di sapone, viene definito proprio pattern, nei programmi di grafica avanzata, come quelli di progettazione, quando si deve colorare una grande superficie virtuale dando un effetto legno, si usa un pattern o texture legno: un quadrato con venature che iniziano e finiscono nella stessa posizione dei lati opposti in modo da creare una sequenza continua senza interruzioni.

Un pattern è un motivo regolare che può essere stampato o cucito su una creazione sartoriale o un accessorio. Sono caratterizzati da uno o più elementi che si ripetono in modo prevedibile.

I pattern e le texture, che sono due termini diversi ma con affinità, sono i protagonisti del mondo fashion (la moda) e dell’interior design: nel tempo sono stati trasferiti e utilizzati anche in altri ambiti. Nel babywearing questo è accaduto spontaneamente: un motivo è che i produttori di fasce sono spesso già produttori di tessuti da arredamento, che hanno ampliato il mercato ad altri settori un po’ più di nicchia, oppure tessitori industriali o artigianali (quindi a telaio manuale) che producevano tessuti per abbigliamento o per accessori come scialli o sciarpe e si sono appassionati al portare.

I fashion designer utilizzano i pattern sui tessuti insieme agli accessori: anche artisti si sono cimentati in produzioni di abiti che sono diventati opere d’arte possono rendere un abito una vera opera d’arte. Cito a caso un paio di artisti che mi vengono in mente ora, famosi per l’utilizzo di motivi ripetitivi (pattern): Antoni Gaudì, Alberto Burri, Piet Mondrian, Jackson Pollock.

Per capirci, sicuramente conosci già questi lemmi e anche l’effetto finale del disegno:

  • Fantasia – Floreali o a pois
  • Geometrici – Quadri, quadretti, righe, zig zag, strisce, diamanti, scozzesi, motivi etnici, motivi orientali
  • Stampe – ad esempio sono quelli tratti dal pelo degli animali (tigrato, zebrato, leopardato) che non passano mai di moda oppure presi dall’arte Pop

Il pattern si usa per dare profondità e stile a al tessuto, all’abito o nel nostro caso, alla fascia portabebè. con la tinta piatta non si ottiene questo effetto: le illustratrici e le designers lo usano come elemento grafico – sartoriale.

Quando uso la parola pattern mi viene un brivido di novità e tutto ad un tratto mi sento un po’ vintage (anzi, a dire il vero avrei detto che mi sento retrò… una parola proprio vecchio stile… oh, no! E’ più attuale dire Old Style!). Ho chiesto conferma alle amiche: io avrei parlato di fantasia  del tessuto e Chiara (artigiana di borse) e a Lucia (commerciante di puericultura), che hanno più o meno la mia età mi hanno dato ragione. Volevo capire se sono io oppure è il mondo Millenials che è cambiato intorno a me e io non me ne sono accorta!!!

Al massimo c’era la dicitura double face che resta valida anche per le fasce: hanno una faccia di un colore e l’altra faccia è di un altro colore. Di volta in volta puoi decidere se esporre all’esterno l’uno o l’altro. (Ho come l’impressione che ai tempi di Coco Chanel tutti termini delle haute coutures fossero francesizzati, mentre da Calvin Klein in poi, tutto si sia inglesizzato… Boh?!?)

Per fortuna non sono la sola che invece di parlare di pattern dei tessuti e degli abiti direbbe tessuto con motivi oppure tessuto fantasia. Lo dice anche un’illustratrice più giovane di me, ILLUMINO*HI nell’articolo citato in fondo alla pagina.

Eh sì, c’era il tinta unita e il fantasia. Di pattern e texture proprio non si parlava…

Il tessuto a tinta unita può essere tinto in capo, cioè colorato dopo essere stato tessuto, oppure tinto in filo: cioè il filato è immerso in bagni di colore prima di della tessitura nel telaio.

Anni e anni fa avevo frequentato un corso per i giovani finanziato dal Fondo Sociale Europeo, durato alcuni mesi: anche se non me lo sono ricordato per molto tempo, quando ho cominciato a usare le fasce come mamma e poi ad insegnare la tecnica come consulente babywearing, mi sono resa conto che la mia conoscenza dei tessuti si basava su quella formazione. A quel tempo non avrei pensato che mi sarebbe servito a nulla: frequentavo anche la scuola di fotografia, facevo tirocinio gratuito in un’agenzia fotogiornalistica e lo ho fatto solo per i soldi, visto che ero effettivamente senza lavoro…

Si intitolava “Innovazione nel tessile abbigliamento”: almeno il titolo era accattivante! Anche i contenuti, ma soprattutto le ragazze che ho conosciuto in quel periodo, forse il mio primo vero Cerchio di Donne

Il tessuto, anche se tinta unita può essere cangiante? Perché recentemente anche i tessuti per le fasce sono diventati cangianti. Con l’impazzare di unicorni, fenicotteri e lama, le manifatture hanno introdotto anche una lamina sintetica nella tessitura: il glitter!! Così la fascia diventa ancora più cangiante.

Sì, l’ho scoperto con l’abito da sposa grazie a Renata, la mia sarta/catechista: shantung di seta cangiante colore rosso! Un rosso sangue, vivo, degno di essere indossato ad una Tenda Rossa.

Qui invece sfodero i miei studi professionali di Fotografia e Psicologia della percezione fatti all’ISFAV di Padova: la definizione della texture nella comunicazione visiva.

Visuale – L’illusione di una texture fisica sulla superficie di un oggetto è identificata come visual texture. Questi effetti illusori possono essere ottenuti attraverso l’uso di elementi progettuali come punti, linee, forme, luci, toni, contrasti e patterns.

Una pattern texture o più semplicemente pattern, è un’immagine formata dalla combinazione di forme organiche o geometriche e colore, e tecnicamente, un motivo o un disegno che si ripete, secondo una simmetria e un ordine. I pattern possono essere semplici o complessi, ma a differenza delle altre texture, essi appaiono molto più strutturati e richiamano il senso della vista piuttosto che capacità emozionali.[9] In genere si tratta di motivi decorativi, tessuti, figure astratte.

In grafica come in architettura il pattern diventa uno strumento per comunicare, creare equilibri, generare piacere estetico, questo secondo gli studi di Ernst Gombrich si colloca generalmente in una posizione intermedia tra gli estremi costituiti da caos e ridondanza.

Tantissimi tra artisti (Kandinskij, Klee), studiosi, architetti si sono occupati di pattern o ne hanno sfruttato le qualità all’interno delle loro opere, partendo dalla ripetizione dello stesso elemento senza variazioni, inserendo all’interno del pattern diversi elementi, aumentando la quantità dell’informazione, senza superare la soglia oltre la quale si genera il caos.

Altri termini che si aggiungono a questo vocabolario variopinto delle stoffe e degli amati tessuti: Blend, Triblend. E che cappero sono??

Blend significa Miscela, miscuglio, mescolanza

Ancora una volta: ai mie tempi si parlava di tessuto melange…. Continuo a sentirmi retrò… (Adesso vado a googleare per vedere se qualche pattern di fascia si chiama proprio così).

Un tessuto misto composto da 3 diverse fibre. Esiste anche un tessuto misto sintetico che è conosciuto come tri-blend ma nell’ambito del babywearing significa semplicemente che nella tessitura sono stati impiegati tre (tri) tessuti diversi (blend=miscuglio)

Con blend si intende la composizione dei filati usati nella tessitura: provare a legare addosso diverse composizioni ti aiuta a valutare di ogni fascia la qualità, il sostegno, la grammatura, la sua traspirabilità e termoregolazione (questo vale quando mi verrai a chiedere se ci sono fasce più fresche per l’estate o più calde per l’inverno).

I filati possono essere di origine naturale, da animali o piante oppure esistono anche alcuni un po’ più innovativi sintetici:

100% cotone,

Blend: cotone misto canapa; cotone misto lino; cotone misto seta; cotone misto lana

oppure Triblend (tre tessuti misti) cotone / canapa /  lino / lana / seta

Tencel

Il discorso si ampia: se vuoi saperne anche di: filato, filatura, tessitura, armatura, grammatura e chi più ne ha più ne metta. Vieni agli incontri in programma e resta in contatto con me e i miei semi! Ti aspetto!

Il tema precedente è stato: il rientro al lavoro dopo la maternità. Il prossimo seme sarà …

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale

Ps: Vuoi approfondire tutti i temi che sono usciti in questo seme di Naturale Maternale?

Unisciti ai cerchi di Naturale Maternale, on-line o dal vivo, dove spesso si ride e si allatta insieme e i livelli di ossitocina li pompiamo belli alti!

Coccola la tua bimba o il tuo bimbo (e fatti coccolare dal tuo partner)!

Vieni con il tuo compagno, già in gravidanza, al laboratorio esperienziale dove ti spiego come usare Rebozo per essere cullata e rilassarti con questo tessuto

Prenota una consulenza privata o una consulenza di gruppo per imparare la legatura per portare il tuo bebè ad altezza bacio, e danzare con lei o con lui sin dalle prime settimane di vita

Oppure chiamami: ti metterò in contatto con Elisa per un massaggio Shiatsu, con Paola, Beatrice o Patrizia per il massaggio infantile, con Elisabetta o Federica per una sessione di yoga pre o post parto, con Lara per una seduta di Orthobionomy, con Chiara per l’utilizzo degli olii essenziali, con Lucia per noleggiare una fascia o un marsupio e con l’altra Lucia per fare kangatraining con il tuo bebè addosso

 

Per approfondire:

Slingofest, Babywearing Patterns Library – https://slingofest.com/viewTags

“Come si chiamano i pattern” – https://www.areadomani.it/2016/05/23/come-si-chiamano-i-pattern/

“I pattern: cosa sono e come usarli per personalizzare la tua casa” – https://illuminohomeideas.com/2018/05/10/i-pattern-cosa-sono-e-come-usarli-per-personalizzare-la-tua-casa/

“PATTERN! – Come si crea un pattern?” – https://www.aduntratto.com/magazine/tutorial/pattern-come-si-crea-un-pattern/


3 commenti

Semi di Naturale Maternale – Senza Pannolino e Elimination Communication – Licia Valso · 3 Aprile 2020 alle 15:29

[…] tema precedente è stato: i pattern e i blend delle fasce. Il prossimo seme sarà […]

Semi di Naturale Maternale – i tessuti e grammatura delle fasce portabebè – Licia Valso · 13 Aprile 2020 alle 19:55

[…] pattern e dei blend delle fasce ne trovi menzione anche in un altro seme di Naturale […]

Semi di Naturale Maternale – Licia Valso · 14 Aprile 2020 alle 5:07

[…]    SEME XVI – PATTERN E I BLEND DELLE FASCE PORTABEBE’ […]

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