il sonno condiviso e il breastsleeping

Prima di scrivere questo seme, mi sono preparata e ho gustato una spremuta d’arancia appena fatta. Perché te lo scrivo? Perché spesso la notte passata ad accudire un bebè sembra infinita oppure quando ti alzi ti sembra di essere più stanca di quando sei andata a letto.

E succede anche che le mamme con bimbi piccoli, non abbiano il tempo né di fare la pipì o di bere un bicchier d’acqua.

Allora ti nomino la spremuta perché tu prenda l’occasione per chiedere alla persona che è vicino a te di preparartene una: come la vedi di sorseggiarla con la cannuccia mentre allatti?

Se hai l’estrattore, anche un altro tipo di frutto va benissimo: a seconda dell’età del tuo bimbo o bimba, gli estratti e i succhi autoprodotti possono essere una fonte buona e piacevole di nutrimento, alternativa alla ciuccia di latte in biberon prima del riposo notturno.

Ti sembrerà incredibile ma anche nel riposo notturno influisce lo stile alimentazione. Dimmi se riconosci questa frase: “Ma se si sveglia ancora per fame di notte… significa che il tuo latte non è nutriente.” O altre baggianate simili.

Ti risulta? Oppure lo hanno detto a qualche mamma tua amica?

Un’altra frase che va per la maggiore: “Lo allatti da distesa? Troppo comodo, lo fai solo per te. E poi, non hai paura di soffocarlo se ti addormenti di notte?”

O ancora se dorme a letto con te: “Non te lo togli più dal letto. Te lo porti fino ai 18 anni!”

Mai sentite? Magari dette con quella leggerezza che ferisce come una stilettata, da persone care della tua rete di sostegno?

Qualche mamma mi ha addirittura detto che il commento è arrivato dalla donna che l’aiuta con le faccende di casa o, peggio ancora, dal pediatra.

Scriveva nel recente 2015 l’antropologo James J. McKenna:

There is no such thing as infant sleep, there is no such thing as breastfeeding, there is only breastsleeping.

Non esiste il sonno infantile, non esiste l’allattamento al seno, c’è solo il breast-sleeping.

E ancora: “Dormire con il proprio bambino durante l’allattamento è normale”, dove normale deriva da “norma” che significa previsto dalla norma biologica.

Esistono vari termini per indicare questi momenti:

sonno del lattante, allattamento, sonno sicuro, sonno condiviso.

In inglese si parla di co-sleeping (dormire condiviso), in spagnolo di co-lecho (letto condiviso) e in francese di co-do-do.

Sul sonno condiviso ci sono davvero molti pregiudizi. Chi ne parla parte sempre da una riflessione sul luogo dove in genere dorme una coppia che vive sotto lo stesso tetta: di solito nella stessa stanza, insieme, in un letto matrimoniale, tutta la notte e tutte le notti.

A queste affermazioni c’è sempre qualche intervento sul fatto che nel dopoparto il papà viene defenestrato dal letto, oppure la diade mamma-bebè dorme in soggiorno sul divano.

Ma prima della nascita del bebè?? In genere il sonno condiviso con il proprio amato o la propria amata è una pratica diffusa e gradevole per la maggior parte degli adulti.

Perché nei neonati e bambini si ostacola così tanto questa pratica?

Perché il cosleeping è spesso considerato anormale, sbagliato. In Italia è un condizionamento culturale ultra radicato. Sono passati solo pochi decenni, ma a quel tempo sono state fatte campagne radicali che hanno quasi definitivamente scoraggiato i neo genitori.

E anche fatto sentire molto in colpa, giocando sui sentimenti già messi alla prova dalla tempesta di ormoni nel dopo parto.

A sostegno della relazione tra sonno e allattamento, lo studioso James J. McKenna propone un neologismo: anni fa è stato nominato durante un incontro per operatori e genitori a cui ho assistito a Bassano del Grappa da Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale.

Si chiama breastsleeping, cioè il sonno allattato: designa una pratica che risale all’alba dei tempi: il sonno è un’esperienza fisiologica, come respirare o camminare e simili.

Di recente, anche ricercatori dell’Università di Norte Dame hanno annunciato che non esiste il sonno infantile, non esiste l’allattamento al seno, c’è solo il sonno al seno!

Io aggiungo sia di notte che di giorno: queste due pratiche vanno di pari passo, anzi sono esattamente inseparabili, nel senso stretto della parola.

Per le mamme che nutrono i bebè artificialmente, cambia solo il mezzo del nutrimento, ma in genere i loro bebè chiedono di stare nel lettone o tra le loro braccia, tanto quanto il bebè che allatta con la sua mamma. Saremo pur mamm-i-feri…!!!

Lo spauracchio delle mamme, nei confronti delle poche ore di sonno continuative del proprio bebè, e, dio conseguenza, per sé, sono i rischi portati dalla privazione del sonno.

“Allatto ma comincio ad essere un po’ stanca, soprattutto da quando sono rientrata al lavoro. (…) Perché essere mamme oggi può essere una tortura.”

La tortura è un metodo di coercizione fisica o psicologica, talvolta inflitta con il fine di punire o di estorcere delle informazioni o delle confessioni o in alcuni casi per puro divertimento. Per estensione, ogni forma di costrizione fisica o morale ai danni di qualcuno al fine di estorcergli qualche cosa o per pura crudeltà.

Lo preciso, perché mettere tortura e neonato nella stessa frase, almeno a me, provoca una certa repulsione.

Come e quanto possono influire le parole usate sulla percezione di una situazione, l’ho imparato alla scuola delle doule, durante la mia formazione con Sara Cavallaro , presidentessa dell’associaione Mondo Doula, e anche ora che sono al fianco delle allieve della scuola di Mestre come madrina/tutor. Lo ribadiscono il Gruppo di Lavoro Psicologia e Salute Perinatale, Ordine Psicologi Lazio e anche il pacchetto delle idee redatto nel 2011 per la Settimana dell’Allattamento Materno SAM con il tema “Ne parliamo insieme?”:

Come comunicatori, è inoltre di vitale importanza che “badiamo a come parliamo”: il
modo in cui parliamo di allattamento può influire sul modo di interiorizzare e conseguentemente di condividere le informazioni apprese. Le parole hanno un loro peso. Usare i termini “migliore, ideale, ottimo, perfetto o speciale” – Questo può dare l’idea che l’allattamento sia qualcosa ”in più” da raggiungere e non qualcosa che faccia parte della vita di tutti i giorni. L’allattamento dovrebbe essere mostrato come “normale” e tutte le alternative sono “al di sotto della norma”, per cui una scelta inferiore.

Nel 2011 è stato redatto un documento dal titolo “BADA A COME PARLI! Perché quello che dici e scrivi fa cultura. Cari giornalisti, ne parliamo insieme?”:

Attraverso questa forma di comunicazione noi operatori dell’allattamento chiediamo ad ognuno di voi giornalisti di divenire portavoce di questo tema e di farlo in maniera efficace divenendo protagonisti di una nuova cultura dell’allattamento.

Già da una decina di anni ministero e associazioni stanno sfornando campagne di sensibilizzazione, ma sembra che questa attenzione alle parole sia ancora poco radicata nella comunicazione dei media ma anche degli operatori più in generale. Tutto ciò influisce poi sull’opinione delle persone. Ma considera almeno tu tieni a mente che allattamento e sonno sono due pratiche, entrambe fisiologiche, che lavorano insieme per la diade mamma-bebè.

Anche la parola stress, oltre che la parola tortura, spesso viene associata all’allattamento o alla mancanza di sonno: conoscere il sistema nervoso e i ritmi di sonno e veglia del neonato favorisce l’allattamento ma soprattutto il benessere della neomamma e di tutta la famiglia. Si parla di fisiologia del sonno del neonato e del bambino: ancora una volta se il bebè si risveglia, non è un disturbo ma fisiologia, la norma per un bambino così piccolo.

Qui lo dico chiaro e tondo: per un adulto dormire poco e la privazione del sonno sono proprio due cose diverse. Dormire poco quando ti è appena nato un neonato è fisiologico!

Hai mai avuto in casa gattini o cagnetti appena nati? Hai notato cosa e come fa la loro mamma?

Se ancora il tuo vicino di casa o la negoziante che ti vede con le occhiaie non si sono convinti, portali a parlare con un’ostetrica oppure con un’educatrice perinatale di tua fiducia.

Puoi rivolgerti alle consulenti delle associazioni di sostegno all’allattamento o alle consulenti professionali in allattamento IBCLC (come Tiziana Catanzani: anche lei ha scritto dei libri sull’allattamento), o ancora alle peer counsellors in allattamento.

Di articoli sul tema in italiano se ne trovano ancora pochi, in inglese di più ed è interessante leggerne i titoli:

Co-sleeping and Bed-sharing – Condivisione e condivisione del letto

Breastfeeding to Sleep and Other Comfort Nursing – Allattare al seno per dormire e altre comodità del nutrimento

Could ‘Breastsleeping’ Mean More Sleep For Moms? – Potrebbe il sonno allattato  significare più sono per le mamme?

New Guidelines Acknowledge The Reality: Babies Do Sleep In Mom’s Bed – Nuove linee guida riconoscono la realtà: i bambini dormono nel letto della mamma

 Breastsleeping is the Best Sleeping – Il seno-sonno è il miglior sonno

Anche nel caso del pianto notturno: sia di notte che di giorno il tuo bebè usa questo modo di comunicare, il pianto, come segnale non verbale per segnalare un bisogno.

Facendo pratica e mettendo ti in sintonia con lei o con lui riesci a capire se ha fame, sonno, caldo, pannolino sporco: come sai se sei venuta all’incontro sull’Elimination Communication o al corso sui pannolini lavabili, la comunicazione è alla base di tutto.

Metterti in ascolto è la chiave, per rispondere anche ai tuoi propri bisogni di vicinanza, magari allenandoti ad ascoltare di più l’istinto e a coltivare il tuo empowerment di mamma e di donna!!!

In barba ai metodi di estinzione graduale del pianto, che lo considerano dannoso: essi impongono ai genitori di ignorare sistematicamente il pianto, cioè proprio rispettando un metodo che va avanti un po’ alla volta ogni notte: preciso come un orologio svizzero, univoco e dritti come un treno alla meta. Fare in modo che il bebè o il bambino, non si svegli più di notte, sostituendo l’assenza alla risposta ai bisogni, le cure prossimali con l’assenza.

A te che hai letto fino a qui la scelta; ora sai anche come si chiama!!

Sonno condiviso e sicuro accompagnato dall’allattamento, nel lettone, nel lettino attaccato al letto matrimoniale, nella culletta o nel side-bed, a te la scelta.

Breastsleeping forever!

Ti aspetto con il prossimo seme!

Se vuoi leggermi sul tema precedente: il massaggio perineale. Il prossimo seme sarà sulla spremitura manuale del seno.

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale

Ps: Vuoi approfondire tutti i temi che sono usciti in questo seme di Naturale Maternale?

Unisciti ai cerchi di Naturale Maternale, on-line o dal vivo, dove spesso si ride e si allatta insieme e i livelli di ossitocina li pompiamo belli alti!

Coccola la tua bimba o il tuo bimbo (e fatti coccolare dal tuo partner)!

Vieni con il tuo compagno, già in gravidanza, al laboratorio esperienziale dove ti spiego come usare Rebozo per essere cullata e rilassarti con questo tessuto

Prenota una consulenza privata o una consulenza di gruppo per imparare la legatura per portare il tuo bebè ad altezza bacio, e danzare con lei o con lui sin dalle prime settimane di vita

Oppure chiamami: ti metterò in contatto con Elisa per un massaggio Shiatsu, con Paola, Beatrice o Patrizia per il massaggio infantile, con Elisabetta o Federica per una sessione di yoga pre o post parto, con Lara per una seduta di Orthobionomy, con Chiara per l’utilizzo degli olii essenziali, con Lucia per noleggiare una fascia o un marsupio e con l’altra Lucia per fare kangatraining con il tuo bebè addosso

Per approfondire:

“Latte di mamma… tutte tranne me!”, di Giorgia Cozza

“Allattare è facile!”, di Giorgia Cozza, Maria Francesca Agnelli

“Sapore di mamma”, di Paola Negri

“Tutte le mamme hanno il latte”, di Paola Negri

“Di notte con tuo figlio”, di James J. McKenna

“E se poi prende il vizio?”, di Alessandra Bortolotti

“Un dono per tutta la vita”, di Carlos Gonzalez


5 commenti

Semi di Naturale Maternale – il Massaggio Perineale – Licia Valso · 8 Aprile 2020 alle 15:55

[…] Se vuoi leggermi sul tema precedente: gli Assorbenti Lavabili Femminili e la Coppetta Mestruale. Il prossimo seme sarà sul sonno condiviso e il breast-sleeping. […]

Semi di Naturale Maternale – la spremitura manuale del seno – Licia Valso · 9 Aprile 2020 alle 16:11

[…] vuoi leggermi sul tema precedente: il sonno condiviso e il breastsleeping. Il prossimo seme sarà sulla spremitura manuale del […]

Semi di Naturale Maternale – la Ninna Nanna – Licia Valso · 14 Aprile 2020 alle 15:47

[…] Filastrocche dolci e lente ninne nanne vengono in aiuto, coccolando tra le braccia, dondolando la culla, accarezzando nel lettino oppure nel lettone grande dei genitori, con la pratica del sonno condiviso. […]

Semi di Naturale Maternale – Attachment Parenting, i genitori con attaccamento – Licia Valso · 29 Aprile 2020 alle 17:33

[…] degli ormoni dell’amore. Si parlava molto di co-sleeping (in italiano la traduzione esatta è sonno condiviso, mentre in spagnolo co-lecho. In Francia questa i genitori dicono che fanno co-dodo oppure sommeil […]

Il Quarto Trimestre (di gravidanza) e oltre… – European Babywearing Week – Licia Valso · 5 Maggio 2020 alle 16:36

[…] Sonno condiviso-cosleeping oppure breastsleeping […]

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