Fa’ la nina, fa’ la nana

Lucciola, lucciola vien da me

Sono quelle che ricordavo di aver sentito cantate a me e a mia sorella.. le ho ripetute, quando sono diventata mamma, consapevole solo fino ad un certo punto di portare avanti una tradizione orale e ripetendo un rito antico come il mondo che anche io avevo visto e sentito reiterarsi tre le mamme e i bebè.

Una vera magia che si ripete ogni sera in ogni piccolo angolo di mondo; un rituale della nanna

Alcuni libri dedicati all’infanzia offrono come compagne di viaggio verso la nanna lucciole e fate che spargono polvere di stelle sui piccoli nelle culle e nei lettini.

Altre sono scritte per i genitori, filastrocche per i neonati, da leggere con la propria voce: Mammalingua, ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme di Bruno Tognolini: uno scrittore che passa serenamente e con nonchalance dal latte alla cacca

La poesia c’entra con il corpo, dice Bruno Tognolini. La dimensione fisica della poesia che nasce con i battiti del cuore della mamma e che continua con ritmi di mani e braccia e poi si nutre di lingue e giochi che rende vivi i versi .

La ninna nanna e il suo ritmo

Poesie, Tiritere, Filastrocche, Nenie, Ninne Nanne sono caratterizzate da un ritmo lento e ripetitivo, facile… forse perché anche le bimbe e i bimbi lo imparino per cantarsela loro stessi, appena saranno un pochino più grandi.

Le coccole, il massaggio sui piedi, sulle mani o sulla schiena accompagnano il lieve suono della voce.

Il carillon, con il suo suono altrettanto dolce e continuativo, fa da sottofondo, ma bisogna ricaricarlo, anche spesso, mentre la voce della notte, della ninna, c’è sempre, costante, presente, cullante.

Gli animali e gli elementi della natura

I fiorellini che riposano, il mughetto, il saliceto, il vento, il fringuello, l’usignolo, pecorelle agnellini: l’immagine del bebè cullato dal vento, la culla dondola sopra il ramo.

Nella ninna nanna italiana “Stella stellina, la notte si avvicina”  si citano le coppie di mamma e cucciolo: la chioccia e il pulcino, mucca e il vitello, la pecora e l’agnello, a ognuna il suo bambino a ognuno la sua mamma e tutti fan la nanna.

Per la nanna

Lasciarsi scivolare nel buio e nei sogni, separarsi dalla mamma che è il porto sicuro e conosciuto per cadere letteralmente nello sconosciuto, con la paura di lasciare la mano che sempre accoglie quella del piccolo: suscita preoccupazione, non sapere dove si è, dove si sta andando e dove sarà la mamme, se anche lei sarà lì. I bebè, ma come tutti i bambini, hanno bisogno di luoghi sicuri, conosciuti, situazioni familiari e rassicuranti.

Filastrocche dolci e lente ninne nanne vengono in aiuto, coccolando tra le braccia, dondolando la culla, accarezzando nel lettino oppure nel lettone grande dei genitori, con la pratica del sonno condiviso.

Sogni d’oro assicurati. Ma forse ti chiederai perché si augurano, anche ai bebè, sogni d’oro. Perché ogni individuo desidera trarre dal sonno e dai suoi messaggi (i sogni), il miglior bene possibile, felicità, serenità e prosperità. Si sa infatti che anche i neonati e addirittura il feto nell’utero materno già sogna. Il bacio della buonanotte e l’augurio di un sogno bello, si desidera per il bambino: nei sogni l’inconscio affida anche ai più piccoli degli strumenti e ci consiglia di utilizzando al meglio.

Un processo ristoratore, indispensabile e necessario: un processo di guarigione, di salute, di benessere per elaborare il vissuto quotidiano e ristabilire l’equilibrio emotivo.

Anche per i piccoli, che le emozioni le vivono schiette, ancora senza schermi e barriere, se non le braccia dei genitori, a fior di pelle.

Una menzione va anche al luogo in cui dormire e fare la nanna, che sia anch’esso protetto non solo dalla luce, visto che il buio favorisce lo spegnimento della neocorteccia, ma anche al riparo da influssi elettronici e onde elettromagnetiche.

Un grande valore al bebè: fisico ed emozionale

Anche il bambino stesso è considerato un tesoro: a volte ci si augura che diventi un valido guerriero (per i maschi) o una splendida rosa (per le femminucce).

Anche qui le differenze di genere si fanno sentire. Ne ricordo poche dedicate alle bambine.

Ne ricordo poche anche dedicate ai fratellini. Fate la nanna coscine di pollo

I papà

Varie volte riferimento al papà: a volte xe qua visin (è qua vicino) a volte dorme sul pagliaio perché fa il pecoraio.

il sole, la luna, i giorni della settimana, le feste

Il buio perché si spegne la candela

Ma le stelle brillano nel cielo fanno da guida come ai naviganti o a che viaggia nel deserto

O falcetto sperduto su nel cielo fammi di stelle un bel mazzolino, lo metto in capo al letto del mio bambino

Un’altra: Ogni pensiero, ogni timor andrà lontano dal tuo cuor

E questo anche se sembra che tutto sia merito della nanna, in realtà il merito è della voce della mamma.

Affidare i bebè agli angeli

Affidarli alla Luna

Tra le braccia di Morfeo

Alle dee del cielo

Assonanza con la parola mamma: Ninna nanna, ninna nanna o bambino della mamma, della mamma e di Gesù il bambino non piange più.

oppure affidare ai personaggi della tradizione popolare: la Befana. l’Uomo Nero, a seconda che siano considerate figure benevolenti o famose per rapire e portare via i bambini, per esorcizzare le paure, anche quelle dei grandi

Ninna nanna, ninna oh, questa bimba a chi la do

Melodia che manda via le ansie e i pensieri

La notte è arrivata, la pace è tornata, il bimbo dorme su un letto di viole.

Richiamo al sonno: la mamma che chiama il sonno 

Sonno, svelto, torna qua Questi bimbi non voglion dormire, sonno, falli addormentare!

Dormi che la mamma deve ricamare o preparare cose preziose, se e quando il bimbo dorme

Taci, bimbo, taci, che ho tanto da fare, i tuoi pannolini bisogna lavare.

La mamma ha fatto un gonnello con lo smerlo intorno

Promesse di ricevere il pan del Re e il pan della Regina

Le mamme, sempre indaffarate: c’è ancora poca parità di genere nelle ninne nanne. Ma anche nella realtà le donne che partecipano ai cerchi di mamme e agli incontri a tema, riportano che più piccola è la propria figlia o il proprio figlio, più lei e lui si lasciano andare al sonno solo tra le loro braccia, immersi tra i loro seni, magari allattando con il capezzolo in bocca, inebriati dal loro profumo e dagli ormoni dell’amore che il latte e il contatto producono nei propri corpicini…

Ti lascio questa ninna nanna:

Tutto il giorno

Porto il mio bambino

Sulla mia schiena

Ora fa buio

E dorme nelle mie braccia

 

Quando diventa sera

Sono davvero stanca;

Ma come fa ogni mamma

Canto una ninna nanna.

(Ninna nanna giapponese – Tutto il giorno)

 

Ti aspetto con il prossimo seme!

Se vuoi leggermi sul tema precedente: i tessuti e la grammatura delle fasce. Il prossimo seme sarà sul .

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale

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5 commenti

Semi di Naturale Maternale – i Portabebè: origini e come sono nati quelli che conosciamo – Licia Valso · 15 Aprile 2020 alle 15:29

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Semi di Naturale Maternale – Prendersi cura di sé dopo il parto – Licia Valso · 16 Aprile 2020 alle 15:48

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