2020_05_04_il quarto trimestre e oltre - EBW2020

Il sito ufficiale della Settimana del Babywearing che si festeggia in Europa dal 4 al 10 Maggio 2020: European Babywearing Week

La pagina Facebook ufficiale che ti consiglio di seguire per tutta la settimana: @EuropeanBabywearingWeek

Si festeggia dal 2010/2011 in tutto il mondo con l’International Babywearing Week nel mese di ottobre: da qualche anno è stata indetta e inaugurata una versione tutta Europea, nel mese di maggio, il mese del Calendimaggio, il mese di Beltane, del Mughetto, degli Occhi della Madonna e della Rosà.

Nel 2017 il tema era: “Ti porto sempre” con l’hashtag #EBW2017.

Nel 2018, è stato scelto  “Portare ci connette” con l’hashtag #EBW2018.

Nel 2019, il tema è stato “La gioia del portare“con l’hashtag #EBW2019.

Nel 2020, il titolo della settimana è “Il 4° trimestre e oltre“. #EBW2020

La European Babywearing Week è una settimana annuale in cui i cittadini europei celebrano collettivamente il bambino nel proprio territorio, insieme ad altri genitori che, con i loro bebè o bimbi più grandicelli, praticano il Babywearing, il portare i bambini addosso.

In Italia il gruppo delle Professioniste del Babywearing e anche molti gruppi territoriali come Portare in Fascia Campania stanno dando voce alle iniziative spontanee dei genitori e delle istruttrici e mie colleghe consulenti.

L’Ungheria ha pubblicato la sua pagina dedicata Európai Babahordozó Hét Magyarország / European Babywearing Week Hungary.

Dalla notte dei tempi, per fare questo, il portare, le donne e tutti gli esseri umani usano le braccia, ma sempre da tempi lontanissimi, si servono di teli, scialli, ceste, zaini, marsupi e supporti articolati e strutturati per portarli addosso, ancora più sicuri e ancora più pratici.

In molte culture il portare i bebè addosso è parte della vita, del lavoro e delle pratiche di accudimento di tutti i giorni, dopo il termine dell’endogestazione, quando la donna rientra nelle attività quotidiane dell’organizzazione sociale.

Secondo il concetto del continuum alcune popolazioni non differenziano nemmeno la vita, cioè il tempo libero, dal lavoro, proprio perché i bebè, anche molto piccoli, possono prendere parte a queste faccende, letteralmente vivendo addosso al corpo di qualcuno che lo porti e lo culli, proprio il continuum dalla pancia alle braccia e alla fascia.

In Europa e anche in Italia non succede ancora così di frequente che nei paesi e nelle città ci siano comunità dei genitori che, tutti insieme portano allegramente in passeggiata o nei luoghi di lavoro (magari!): cosa che succede invece con i passeggini e spesso (per fortuna) le mamme e i papà passeggiano in gruppo occupando marciapiedi, piazze e parchi.

Nelle occasioni organizzate dedicate alle fasce portabebè è più facile trovare tanti altri papà e mamme che fanno più o meno come te e celebrare questa pratica, condividendo gioie e fatiche del crescere bambine e bambini ascoltate e ascoltati nei loro bisogni di attaccamento.

Vedendo altri genitori che portano e anche i bambini più grandi ne beneficiano, si mettono in funzioni anche i famosi neuroni specchio: scoperti dai ricercatori dell’Università di Parma qualche decina di anni fa, i neuroni specchio fanno in modo che l’essere e soprattutto il cucciolo, impari vedendo,

Si costruiscono legami, c’è un clima di rassicurazione e condivisione delle pratiche genitoriali, e ci si riconosce così di essere parte di una comunità più ampia: almeno durante la EBW non ti sentirai più un’aliena a portare la tua cuccioletta nel mei tai!

  • La Settimana del Babywearing è un progetto collaborativo proprio perché molti babywearers europei ne prendono parte: con questo post anche io lascio il mio contributo come Consulente del Portare e come doula!

Qui in Italia comunità molto ampie di babyweareres (portatrici e portatori in italiano) si incontrano soprattutto su Fb con una miriade di gruppi diversi: ci trovi papà, mamme portatori e consulenti e istruttrici indipendenti oppure formate presso scuole di babywearing italiane ed europee (e forse anche di oltreoceano).

Le scuole di babywearing qui da noi sono nate nel 2006-2007-2008: in contemporanea sono stati scritti due libri e tesi di laurea, poi sono nate altre due scuole e anche le scuole estere, negli ultimi anni soprattutto, hanno portato qui da noi i loro percorsi formativi perché le professioniste desideravano stare ancora più accanto ai genitori, con tecniche di legatura sempre più specifiche, articolate ed eleganti. Consulenti italiane che sono ritornate dall’estero hanno portato qui da noi stili, supporti e informazioni diverse: una ricchezza insomma!!

Insieme hanno cominciato anche le consulenti indipendenti: come esistono le cosiddette wild doulas, cioè doule che non fanno parte delle associazioni nazionali, anche le persone che si occupano di babywearing vengono da formazioni, percorsi e approcci anche parecchio diversi tra loro.

European Babywearing Week 2020

Ho parlato stamattina con E., nel nostro cerchio di condivisione per le mamme: il suo bambino compie proprio oggi 3 mesi, la teorica fine di questo quarto trimestre.

Durante queste tre ultime notti E. mi ha raccontato quanto difficile sia stato per lei e per il suo compagno accudire il loro piccolo che ogni ora si è svegliato, nonostante fino a qualche giorno fa dormisse di notte anche 4 ore filate.

La fatica di essere sola con lui durante il giorno e anche la difficoltà di svegliarsi così spesso anche se si è in due: insieme abbiamo capito che per lei partecipare a incontri di gruppo, sapere che è lecito dire ad alta voce che è stanca e che può trovare il supporto di una doula che la aiuta con le cose pratiche e che la ascolta, è stato di vero conforto!

La gravidanza, in effetti, si compone di tre trimestri, non di quattro. Però, sì, hai letto bene perché il concetto del quarto trimestre è usato da alcuni operatori per definire i primissimi mesi di vita di una famiglia, dopo la nascita.

I bebè hanno innati bisogni di vicinanza fisica, vengono tenuti e nutriti intensamente.

L’intima connessione di cui un neonato gode con i suoi caregiver primari (di solito, i genitori), è un tempo prezioso dove le relazioni iniziano a svilupparsi e i bambini imparano a comunicare, stando a contatto, per completare il loro sviluppo in esseri umani sociali. Dopo l’intima connessione dei primi tre trimestri all’interno, il quarto trimestre è anche il luogo in cui i genitori iniziano a conoscere il loro bambino e a come soddisfare i loro bisogni e rispondere in modo appropriato.

Può essere un momento intenso e stimolante per tutti; ma costruire questi legami vale la pena per la salute e la felicità future. Il Babywearing è uno strumento molto utile per mantenere le famiglie in questo stretto contatto andando avanti con la vita quotidiana.

Dal sito dell’European Babywearing Week

L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) usa l’espressione quarto trimestre: le cure verso la donna non hanno motivo di interrompersi, proprio nel momento di maggior bisogno, proprio nei mesi dopo la nascita. La neo mamma da sola a casa con il poppante tutto il giorno, senza contatti con l’esterno, è un’immagine che non ci rassicura per niente.

E tu che ne pensi?

Quarto trimestre significa che nei tre mesi successivi alla venuta alla luce del bebè si concretizzi la continuità assistenziale dell’operatore sanitario di fiducia della donna e il sostegno pratico ed emotivo dato dalle figure collaterali come le doule o la rete familiare e amicale.

Ne parla l’Associazione italiana ginecologi territoriali (AGITE), ne sono consapevoli le ostetriche: se ne conosci qualcuna forse hai già avuto modo di beneficiare del loro supporto in gravidanza.

Ma anche le Doule di tutta Italia soprattutto le doule di Mondo Doula che in questo periodo mettono a disposizione Cerchi di Mamme gratuiti in videoconferenza e il servizio Pronto Doula: in molte regioni anche le Doule del gruppo Veneto.

Anche secondo la teoria del ‘Quarto Trimestre’ di Harvey Karp MD, i cuccioli umani dovrebbero rimanere in grembo tre mesi in più: ciò è dovuto alla nostro essere bipedi e al bacino della donna umana, troppo stretto per far nascere un cucciolo già maturo, che già trotterella e segue la mamma, come fanno le mammifere nidiacee.

Altre personalità della gravidanza e della maternità ne parlano i termini più ampi come il periodo primale citato da Michel Odent, e altri come Alessandra Bortolotti e Carlos Gonzàlez: per molti di loro questo tempo va dal concepimento fino alla fine del primo anno di vita, dalla cosiddetta endogestazione alla cosiddetta esogestazione

Le tradizioni di accudimento alla donna nel puerperio sono ancora realtà solo presso alcune culture: esiste di fatto un vuoto di assistenza tra la nascita o la dimissione della diade mamma-bebè e la prima visita pediatrica o ginecologica, circa 40 giorni dopo il parto. Alcuni ospedali più attenti, o ambulatori e spazi per l’allattamento, per lo più privati e gestiti da consulenti professionali o da ostetriche

E’ dimostrato che l’attenzione per il benessere fisico ed emotivo della neo-mamma è davvero fondamentale: fai valere il tuo diritto a stare bene, per far stare bene, con te, tutta la tua famiglia!

L’utero materno e il mondo di fuori

Nell’utero, la matrice della mamma, il piccolo è avvolto, cullato dai suoi movimenti, accarezzato anche dai rumori interni ed esterni ovattati.

Il metodo di Harvey Karp ricorda ai genitori cosa sentiva il feto, quando era dentro.

Si basa quindi su alcune azioni da fare contemporaneamente:

Swaddling – fasciare il neonato (pratica simile alla fasciatura tradizionale e anche al babywearing)

Side/Stomach position – posizione sul fianco o sulla pancia

Shushing – sussurrare il suono “ssshhh”

Swinging (and jiggling) – cullarlo e dondolarlo

Sucking – succhiare

Moltissimi genitori nella mia esperienza mettono in pratica istintivamente almeno una di queste azioni: sei sicuramente sulla buona strada!!

Altre volte il babywearing è proprio una cura che aiuta quando avviene una nascita prematura, parto inaspettato: ricordo la prima volta che l’ho sentito nominare da Elena, un’ostetrica altoatesina che mi è sempre rimasta nel cuore. Lei parla del filo rosa e del re-Bonding. come lo ha appreso da Brigitte Renate Meissner.

Altri strumenti li trovi nel libro Guarire dopo la Nascita: una specialista del babywearing che è anche una interessante ostetrica Claudia Sfetez te ne parla con cura.

Tanto altro che la tua rete di sostegno può aiutarti ad attivare nel tuo quarto trimestre può essere ciò che trovi qui sotto:

  • collana da babywearing: un accessorio utile anche per il papà
  • Cullamento ritmico, dondolio, danzare con la musica, movimento con il piccolo in braccio, praticare yoga o kangatraining con il bebè in fascia
  • Ninne Nanne, nenie, filastrocche, canzoncine, rumori bianchi, la voce della mamma, la voce del papà: ricordo una ninna nanna sull’allattamento creata da Cristina Pietrantonio e dalle  mamme in gravidanza per cantarla ai loro neonati e neonate durante le poppate, una dolce melodia che accarezza ogni cuore.
  • Contatto pelle a pelle (skin to skin)
  • Sonno condiviso-cosleeping oppure breastsleeping
  • La fasciatura tradizionale, che sta tornando di modissima, con una mussola, un telino o una copertina di adeguate dimensioni: calma, consola e ristora, spesso più efficace di un ciuccio
  • Uscire di casa
  • Babywearing!!
  • Posizione del bebè per esempio il Tummy Time
  • Allattare nelle varie posizioni, le più comode per bebè e mamma, con o senza cuscino da allattamento
  • Bagnetto serale o sguazzare nell’acqua, magari nella vasca, con il sostegno del corpo di mamma o papà: un ulteriore modalità di sperimentare il contatto pelle a pelle

 

Buona Settimana del portare e Buon vissuto del tuo Quarto Trimestre!

 

Licia Valso – Educatrice Perinatale, consulente babywearing​, 2020

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Per approfondire:

Abbracciamolo subito! I veri bisogni del bambino e della mamma, di Michel Odent

L’agricoltore e il ginecologo. L’industrializzazione della nascita, di Michel Odent

La scientificazione dell’amore. L’importanza dell’amore per la sopravvivenza umana, di Michel Odent

E se poi prende il vizio?”, di Alessandra Bortolotti

Bésame Mucho”, di Carlos Gozàlez

“Guarire dopo il parto”, di Claudia Sfetez

“La vita che nasce. Una visione olistica della gravidanza e del parto”, di Rüdiger Dahlke, Margit Dahlke, Volker Zahn

“Geburtsgeschichten: Mütter erzählen die Geburtserlebnisse mit ihren Kindern ; Geburtsverarbeitung als Lebenschance”, di Brigitte Renate Meissner

(Storie di nascita: le madri raccontano le esperienze di nascita con i loro figli; L’elaborazione della nascita come possibilità di vita)

“Magicosonno”, di Harvey Karp

“Un bambino felice”, di Harvey Karp

Il Quarto Trimestre – http://mammamia.corriere.it/2012/01/30/il_quarto_trimestre/

 


4 commenti

Allattare e curarsi: si può! Anche assumendo farmaci (compatibili) – Licia Valso · 11 Maggio 2020 alle 15:30

[…] in forze per prenderti cura di lei o di lui, perché per un po’ di tempo (diciamo per il quarto trimestre “di gravidanza”, sei […]

Il sentimento di inadeguatezza delle neomamme: mamme di m… – Licia Valso · 21 Maggio 2020 alle 1:57

[…] Se non leggi al bebè sin dalle prime settimane, se non sai che devi cambiare pannolino ogni ora e mezza o se non sai leggere i segnali dell’Elimination Communication o se non allatti o se non porti in fascia […]

Cerchi di mamme: dal reale al virtuale – Licia Valso · 25 Maggio 2020 alle 15:32

[…] Spesso ospitano insieme sia donne in gravidanza che nel post parto: mamme affezionatissime hanno partecipato fino ai tre anni dei loro pargoli e oltre (il periodo primale). […]

Comprare per te, non è forse lecito come comprare per il bebé?!? – Licia Valso · 8 Giugno 2020 alle 16:15

[…] per il bebè: puoi andare dall’estetista, puoi uscire con le amiche, puoi chiamare l’aiuto in casa di cui senti da tempo il bisogno oppure condividere con la tua doula di fiducia il tuo percorso di […]

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