Lo vedi da subito, anche da appena incinta: tutto approvato da tutti, se la borsa strapiena è fatta di vestitini per il bebè, tutto ok, ma se invece gli abiti sono i tuoi…. le critiche fioccano come se Elsa di Arendelle stesse passando nei paraggi.

Qualcuno, anche di molto vicino, potrebbe avere qualcosa da ridire. Spesso sono frasi dette tanto per “dare fiato alla bocca” ma solo tu, che sei la protettrice del tuo bebè in grembo o della piccola nell’ovetto, sai quanto ti fanno stare male e contribuire a farti sentire inadeguata

Eppure tutti sono concordi nel citare la frase canonica “se la mamma sta bene, sta bene tutta la famiglia”.

Che cosa si nasconde dietro a questa affermazione usata così a sproposito?

Ma soprattutto, chi la dice, lo pensa veramente?

Spesso nei racconti delle mie clienti emergono sensi di colpa come se piovesse, sia che il bebè sia ancora in pancia, sia che sia già nata/o e per i motivi più vari.

Sensi di colpa perché ci si è allacciate le scarpe, tossito troppo forte, soffiate il naso o mangiato un  piatto di pasta all’aglio, olio e peperoncino il giorno prima di rimanere incinta…

Che fatica vivere in questa situazione!

Altra frase abusata “liberati dai sensi di colpa”..

Sì… sembra così facile a dirsi. Eh “brava te, visto che lo dici, significa che lo sai fare così bene. Dai, insegnamelo!!!

Ma poi a parte i soliti “guru” e le operatrici con grande istinto materno che incontri nei percorsi preparto, nessuno te lo dice con sentimento. Va così a finire che nessuno te lo insegna, a liberarti dai sensi di colpa. E non ti dicono nemmeno che fare questo passaggio nella vita è davvero “liberatorio”, soprattutto prima di partorire

Nessuno ti spiega come fare, poi partorisci, poi sopraggiungono tanti altri pensieri (i pannolini, la cacca verde, i vomitini) e siccome dormi decisamente in maniera diversa da prima, hai a malapena il tempo per fare la pipì, figuriamoci di prenderti del tempo per lasciare le zavorre di una vita.

A volte si innescano delle circostanze inattese e affrontarle da sola, perché vicino hai spesso moltissimi eminenti tuttologi (nota: quell@ che sanno tutto), diventa un lavoro stressante, unito al lavoro di accudimento che richiede molte ore ed energie…

Per compensare ai sensi di colpa innescati dagli altri, che sia una tua miccia interiore oppure dalla più ingenua giovane cugina che ti fa la domanda più pungente, ecco una carrellata di compere e spese fatte per il bene del bebè:

  • La visita dal pediatra privato (emerito sconosciuto il più delle volte, contattato per sentito dire tramite un passaparola di altrettante altri mamme e papà sconosciuti): il fatto è che spesso quella rimane se non l’unica una delle due o tre volte in assoluto che si vedrà quella persona. – Spesso poi i genitori decidono di proseguire per altre strade soprattutto per l’importante esborso economico!
  • Il servizio fotografico newborn/video professionale del primo mese a casa/servizio foto cane-bebè/cake smash. – Spesso tutti questi servizi hanno, con mia grande delusione, l’aspetto in comunce della mancanza della mamma: proprio colei che ha partorito, in qualsiasi modo il bebè sia uscito dalla pancia, questo corpo e che è stato collegato ad esso tramite il cordone ombelicale e la placenta fino a pochi (minuti o giorni) dopo la nascita.
  • puoi metterti addosso quello che vuoi (devi comunque comprare degli abiti nuovi perché, prima in gravidanza e poi in allattamento, non c’è più spazio, negli abiti di prima per il corpo che ammorbidisce le sue forme e per i seni che riempiono reggiseni di 2, 3 o anche 4 taglie in più)
  • cambiare quella macchinetta che ti sei potuta concedere con i primi risparmi, ma che consuma un sacco ed è anche molto scomoda, per una macchina più grande perché nell’altra non ci sta il passeggino
  • Cambiare la porta del bagno (scorrevoli come le avevi immaginate da subito in casa) per recuperare lo spazio che sarebbe sempre servito in bagno
  • cambiare il fornello per prenderne uno più sicuro anti-fuga-di-gas, anti-scivolo, anti-bambino, anti-tutto
  • comprare l’asciugatrice: tesoro, aumentiamo in famiglia, stiamo passando ai pannolini lavabili e non abbiamo un posto abbastanza grande e aerato dove stendere d’inverno (così finalmente la smettiamo anche di stirare e la mia anima zero-waste si rilassa)
  • si sale in casa solo senza scarpe: e finalmente tutti non avranno più da ridire, dato che abbiamo una piccola spazzapolvere vivente (la bimba che ha appena iniziato ad andare a gattoni, ovviamente!!)
  • la sedia a dondolo che hai sempre desiderato: vuoi mettere allattare così o semplicemente farsi cullare… un po’ come tu stessa hai cullato il tuo bebè in grembo, ora ti fai cullare tu, e guai a chi fiata
  • divieto di fumare in casa (ma anche di dire vari generi di parolacce): diciamo che non serve fare un figlio per mettere questa regola, ma… nell’esperienza di alcune mie clienti è servito avere il neonato per ottenere questo traguardo (accidenti a chi non ne
  • la macchina fotografica/cellulare/videocamera nuovo (e magari professionale o semi professionale)per documentare minuto per minuto tutti i progressi per il bebè (ne avete parlato un miliardo di volte, ma magari la tua passione per la fotografia/video non è mai stata presa abbastanza sul serio)
  • Oppure il servizio fotografico in gravidanza: spesso mi capita di fotografare coppie che convivono già da tempo ma, non avendo celebrato questa unione con il conosciuto matrimonio o con il meno conosciuti altri rituali, dal rito civile al rito simbolico, non hanno mai avuto nessuna fotografia bella o ufficiale di loro due insieme. E questa è davvero la loro prima volta.
  • comprare tutto nuovo oppure tutto usato, ma  comunque comprare, come se non ci fosse un domani… (per le cose tue non c’è mai stato spazio, ma orta per le cose “per il bebè” lo spazio si trova eccome!!!)
  • comprare un giocattolino solo per lo sfizio di averlo, perché è per la nostra piccola principessa
  • organizzare o farsi organizzare il baby shower o il belssing way, ancor meglio, perché vorresti proprio le tue amiche vicine, ma… non hai il coraggio di chiedere una festa “solo” perché sei meravigliosamente incinta
  • entrare in un negozio (rigorosamente di articoli per i bebé) e dare fondo alla Naspi – Esempio: fasce accessori fashion coordinati tra loro e tra mamma e bebè, pannolini lavabili in tema con mode, stagioni, eventi
  • commissionare il gioiello con il latte materno (esiste anche la versione con le ceneri del caro defunto, se qualcuno volesse approfondire. Ai miei tempi si usava una collanina d’oro per il pupo da cui pendeva il primo dentino da latte perso)
  • piantare un albero o una pianta, magari proprio quello che ti era sempre piaciuto o che ha un significato sacro per te, per celebrare la sua nascita
  • una copertina, un fiocco nascita, un dou dou fatto a mano. Un tempo il massimo era il bavaglino personalizzato o le lenzuolina ricamate (un corredino in miniatura, confezionato dalla futura mamma, un po’ come quello delle ragazze promesse spose)
  • il tatuaggio con le coordinate di nascita, data di nascita, iniziali o nomi dei figli

Altra cosa è concedersi per esempio,

  • una consulenza su unte ma specifico che ti è sempre stato a cuore con una professionista che stimai, ma, magari è particolarmente costosa per portare in fascia (perché così il bebè sta più comodo); dal/la nutrizionista (così mangio solo cose che lo fanno stare bene); in allattamento (perché secondo te la boccuccia non è bene aperta come ti dicono in ospedale); dall’steopata (perché è perfetto per il bebè dalla nascita e ci sono mille benefici); sull’Elimination Communication (perché così è libero) o sui pannolini lavabili (ma la controparte è sempre stata un po’ scettica…)
  • Altrimenti avere il proprio o la propria ginecolog* o ostetric* privato: la scusa è, non per saper di sé, ma per saper come sta il bebé
  • lo stesso vale per la doula che viene contattata per aiutare la mamma con il bebè, assimilata ad una bambinaia o ad una balia, piuttosto che ad un valido sostegno per te, neomammma

Ma chissenefrega della mamma (ah, per inciso, del papà, lì fuori, amici e parenti tutti, se ne erano già dimenticati già dopo i primi mesi della gravidanza!)…

L’importante è il bebè, sempre, comunque, dovunque.

Perché sembra che la donna, dopo aver “sfornato”, perda il suo potere, un po’ come è successo a Sansone quando Dalila gli ha fatto tagliare i capelli: lì risiedeva la sua forza. E senza le sue trecce non è stato più lo stesso.

Così la donna è forte perché investita di questo potere generatore, che può contenere un’altra vita dentro di sé, diversissima dall’uomo. Quando però il corpo ha generato… l’incanto si spezza e la donna torna ad essere una persona come prima.

Non un’essere quasi divino, non più una Dea della Fertilità come le statuine gravide del neolitico, ma un contenitore “usato” che ora non ha più funzione.

E invece si ignora come questo non sia un “tornare la stessa donna di prima del parto”, ma significa piuttosto aver attraversato un passaggio della ruota della vita della Donna, un passaggio da un archetipo femminile all’altro: 13 volti del femminile che scandiscono i tuoi tempi, cara mamma, cara donna, dall’infanzia in poi.

Quindi, arrivata fino a qui, quali risposte ti sei data alla luce delle spese fatte finora perché necessarie e indifferibili per lei o per lui?

Beh, hai fatto un salto, hai probabilmente e finalmente affermato il tuo valore, stai cominciando a riconoscere la tua importanza e smettendo di nasconderti dietro ai bisogni del tuo cucciolo indifeso, per far emergere i tuoi, magari da lungo tempo sopiti.

Da ora puoi lasciare stare le spese “utili” per il bebè: puoi andare dall’estetista, puoi uscire con le amiche, puoi chiamare l’aiuto in casa di cui senti da tempo il bisogno oppure condividere con la tua doula di fiducia il tuo percorso di Donna, di Madre , di Dea, nella tua tutta personale Ruota del Tempo Femminile.

Stare con altre donne che ti sostengono e che sono simili a te, che viaggiano sulla tua lunghezza d’onda, alza anche la tua frequenza e ti fa capire quanto tu sia importante per te stessa, prima di essere disponibile per gli altri, come figlia, mamma, amante, donna, lavoratrice…

Le donne vicine e affini a te, la tua o le tue doule, le sorelle/amiche, servono come se fossero i post-it che ti appiccichi in giro per la casa per ricordare a te stessa quale forza e quale valore tu stessa abbia dentro di te.

Fai che le Donne vicine a te siano la stoffa che sfrega la tua lampada di Aladino: loro che ti stanno vicine, fanno uscire il genio che esaudisce i tuoi desideri (spesso basta solo chiedere!!!!), mettono in luce la tua potenza, davanti ai tuoi occhi, in modo che anche tu, che a volte sopraffatta dalle incombenze della gravidanza e dell’essere madre, ti veda in tutto il tuo splendore, che anche tu veda sfavillare la tua aura!

Poi fammi sapere come va!!! Scrivimi qui nei commenti o privatamente!!

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale


1 commento

Rinunciare per il bebé non significa anche rinunciare per sé! – Licia Valso · 15 Giugno 2020 alle 15:20

[…] post fa il verso al post precedente: Comprare per te, non è forse lecito come comprare per il bebé?!? perché ti parlo invece delle rinunce per il bebé che non significa anche rinunciare per […]

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