Questo post fa il verso al post precedente: Comprare per te, non è forse lecito come comprare per il bebé?!? perché ti parlo invece delle rinunce che hai fatto, stai facendo o farai per il bebé, ma che non significa rinunciare anche per te!

 

Ti propongo un piccolo test (oh, mi viene in mente un film del 1999, un’era fa, “Fight Club”, chissà se lo conosci):

Prova a vedere se ti ritrovi in una o più di questi aspetti, tutti dettati dalle esperienze che, negli anni, mi hanno raccontato le mie clienti.

Se sono due o meno: bollino verde (con cuori glitter dorati)

Se sono più di tre: bollino giallo (a pois viola)

Se sono più di cinque: bollino rosso (con picche nere)

( se vorrai scoprire cosa fare poi di questi bollini colorati, ti consiglio di leggere nel prossimo post!!)

Ti parlerò un’altra volta del significato simbolico dei semi delle carte (vedi i cuori e le picche) come anche di quello dei colori, intanto concentrati sul tuo punteggio e, alla fine dell’elenco, facciamo insieme il punto della situazione:

  • rinunciare a mangiare alcuni alimenti in gravidanza
  • selezionare accuratamente cosa mangiare in allattamento
  • stare ad ascoltare detti popolari e miti sulla gravidanza, sulla nascita e sul puerperio, per cui:
    • non puoi indossare collane in gravidanza
    • non puoi uscire dopo il parto fino alla fine della quarantena (leggi: i primi quaranta giorni dopo la nascita del bebè)
    • non puoi entrare in cucina durante il puerperio
    • non puoi toccare l’acqua nei primi quaranta giorni
    • entrare in chiesa prima dei quaranta giorni

C’è da dire che in ognuno di questi detti c’è una profonda verità: il punto è che ormai nessuno, nemmeno le donne, si ricordano più perché si dice o si fa una certa cosa, Spesso vengono vissuti come consigli non richiesti, critiche e divieti, imposizioni insensate, antiquate, senza nessun valore: se la donna non potesse o non facesse tutto ciò che l’usanza impone, non arriverebbe fino a sera, perché mangiare, lavarsi, prendere aria e sole sono fondamentali. Solamente la società prevede che… non ci sia aiuto, non c’è qualcun altro che le fa per lei queste attività. Quindi lei è costretta a farle comunque, ma da sola

  • non sottoporsi a nessun tipo di esame (sangue, indagini interne, radiografie, cure dentali): indaga con i tuoi professionisti di fiducia, anche più di uno oppure chiedi a me che ti metto in contatto con chi ne sa dell’argomento. Si possono fare molte più cose di ciò che la gente pensa!!!
  • non prendere nessun farmaco (beccati questo articolo super dettagliato su farmaci e allattamento e fallo leggere anche a tutti coloro che hai intorno, medici e dottoresse compresi!!!)
  • non fare la visita post parto dei 40 giorni: ma come?!?!? In gravidanza sei andata trecento volte dal ginecologo più chic delle tre venezie, ed ora non ti guardi nemmeno in faccia?
  • rinunciare a momenti esclusivi con il tuo partner
  • rinunciare ad una vita sessuale
  • rinunciare a vedere film per intero
  • rinunciare alla palestra o al corso di yoga
  • in generale rinunciare ad andare in bicicletta, al nuoto oppure allo sport preferito per la mancanza di tempo: ecco che qui si apre il ventaglio dei consigli. Se è pur vero che in gravidanza è consigliabile evitare alcune attività, altre invece possono essere riprese alcune settimane dopo il parto (in generale 6 o 8 settimane dopo il parto) con alcune accortezze oppure esistono molte professioniste che propongono attività riadattate alle neo mamme da fare insieme al bebè. Partendo dal conosciuto nuoto, passando per lo yoga mamma-bebè proposto dalla mia associazione Le Lune Allegre e da altre professioniste che fanno parte della mia piccola rete
  • rinunciare allo spazio per sé in casa
  • rinunciare a truccarti o a acconciare i capelli come facevi di solito, solo perché ora non ti vede nessuno??
  • rinunciare alla scarpe preferite perché troppo eleganti o troppo scomode per le passeggiate con il bebè
  • rinunciare a vestirti sufficientemente, adeguatamente bene, bella o comoda che sia, proprio come piace a te
  • rinunciare ad uscire con le amiche o anche solo all’aperitivo con loro

Arrivate a questo punto dell’elenco, lasciami dire che ne ho quasi quasi le scatole piene, ma andiamo avanti con altre perle:

  • divieto di fumare in casa (ma anche di dire vari generi di parolacce): diciamo che non serve fare un figlio per mettere questa regola, ma… nell’esperienza di alcune mie clienti è servito avere il neonato per ottenere questo traguardo
  • si entra in casa senza scarpe: e finalmente tutti non avranno più da ridire, dato che abbiamo una piccola spazzapolvere vivente (la bimba che ha appena iniziato ad andare a gattoni, ovviamente!!)
  • sacrificare il bidet (quindi fare in modo che rimanga o che sia sempre pulito, dopo ogni uso, dall’utilizzatore) per mettere il fasciatoio
  • Cambiare la porte del bagno (scorrevoli come le avevi immaginate da subito in casa) per recuperare lo spazio che sarebbe sempre servito in bagno

Ritorna ancora questo tema:

L’importante è il bebè, sempre, comunque, dovunque.

Perché sembra che dopo aver dato alla Luce, la donna perda il suo potere: senza il tuo pancione, non è più lo stesso: al giorno d’oggi non vieni più considerata e, succede spesso, nemmeno tu ti consideri tanto importante quanto prima.

E’ facile trovarsi a rinunciare, a dire che, “vabbè, ma guardando bene questo non mi serve”

Ci sono rinunce che sono effettivamente dettate dalla tua situazione di salute (per citarne alcune il diabete gestazionale, la sensibilità alla toxoplasmosi) oppure contingente alla gravidanza o allattamento (attività in palestra, sport di contatto, lavori pesanti o con esposizione a sostanze pericolose), ma è importante sapere che quando lo stato di benessere continua ad essere quello di prima della gravidanza, non ci sono mai indicazioni così rigorose per le quali sia necessario rinunciare a tutto a prescindere.

Ma, mi raccomando!!! Ho assistito a storie di neo mamme costrette a mangiare in bianco oppure solo riso e patate per settimane, senza nessunissimo motivo, ma solo per una grave e scarsa conoscenza dei processi di allattamento e ripresa dopo il parto da parte delle persone vicine.

Fammi un chiamo: se non hai particolari situazioni di salute vediamo insieme cosa ti hanno detto, con le linee guida più aggiornate ti aiuto ad ascoltare cosa ti dice il tuo corpo ed, eventualmente, a riparlarne con il tuo professionista della salute con carte alla mano!!

Ed ora sono curiosa di sapere quale bollino ti sei beccata: verde, giallo o rosso?

Ritornando alla citazione del film “Fight Club”, ho trovato un’altra frase che fa al caso nostro:

La pubblicità ci mette nell’invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto…”

Mi raccomando di nuovo: se comprare fa stare bene ma, in fondo in fondo hai preso varie cose che sono veramente in più, solo per placare il senso di colpa, rinunciare a poco ma anche a tanto, può essere un sacrificio che, guardando indietro nel tempo, ti è costato molto più di quanto eri disposta a lasciar andare.

Rinnovo l’invito a parlarne nel tuo cerchio di donne, di sorelle, di amiche oppure di fare degli incontri con me come tua Doula o come Educatrice Perinatale: l’ascolto senza giudizio è un’arte che coltivo da un sacco di tempo, di cui ho fatto la mia vocazione e metto al tuo servizio!

Licia Valso, 2020

#semidinaturalematernale


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