Ci sono argomenti che mi fanno infervorare e accendere il fuoco della passione, quando vengono nominati. Sarà per la mia naturale inclinazione “verde”, per le mie percezioni sottili, mi viene facile dialogare e portare l@ mi@ interlocutric@ a vedere lati considerati poco: la gente dice che non cambierà nulla, che per uno che fa una cosa “buona”, cento ne fanno di tutti i colori, che “cosa vuoi che cambi anche se io mi sbatto per fare questa piccola cosa”…

Io invece dico che ciascun gesto contribuisce.

E lo dico, perché lo penso, lo dico perché vedo succedere qualcosa ogni volta che lo faccio, lo dico perché se anche l’altra persona poi lo fa, questa è la prova che anche se piccolo, il mio gesto è servito a creare “l’unione che fa la forza” (magari me lo racconta, anche se siamo solo in due a farlo, domani, chissà, potremmo essere in tre).

 

Un esempio?

Compra sotto casa, visita il negozio di quartiere, ordina quel prodotto al negozio del tuo paese: la cartoleria, l’edicola, il negozio di alimentari, il negozio di scarpe/abbigliamento, la negozio di biancheria per la casa/la merceria.

Ad esempio io preferisco prendere l’affettato al panificio, piuttosto che al supermercato: conosco da anni chi lavora in panificio, mi sorride sempre, non attendo mai più di 5 minuti e ho un po’ più di calma nel scegliere anche altri alimenti da prendere lì al banco.

Pago di più? Sì. Nel piccolo negozio di alimentari, nel panificio sotto casa probabilmente pago il cibo più caro rispetto al supermercato, probabilmente ho meno scelta, ma il rapporto umano ed il tempo impiegato a mantenere la relazione con le persone, il territorio, i commercianti del paese e anche altro, è decisamente un gioco che vale la candela.

Questo secondo me: ma se mai lo dico, se mai dedicherò spazio ad esprimere questo pensiero, mai arriverà l’eco ad altre mamme, ad altre Donne, ad altre famiglie, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani e persone più mature.

Per questo motivo il mio contributo lo porto nelle mie pratiche di vita quotidiana personale e lo stesso faccio nelle occasioni professionali: con il progetto Naturale Maternale

 ho dato un nome ed un volto al messaggio che desidero portare nel mondo come persona e come donna, professionista e, magari, in futuro, come imprenditrice.

E molte altre persone (donne, professioniste, imprenditrici) che conosco e che stimo fanno altrettanto. Ci siamo e conoscendoci e lavorando con ideali simili contribuiamo ad avvicinare altre persone che contribuiscono nel loro piccolo: io dico che ciascuno gesto anche piccolo porta il proprio contributo, e ciascuna persona può sentire di essere affine a progetti come Naturale Maternale, sentire che il proprio seme alla fine germoglia sempre.

Ad entrare in contatto con Naturale Maternale quel giorno che non potrai andare tu ad annaffiare il tuo germoglio, la pianta che nascerà, in progetti come Naturale Maternale stai cert@ che  la persona che è vicina a te se ne prenderà cura.

E così via, avanti e avanti!

PS: Se ti ritrovi, in queste parole e gesti, puoi venire a conoscere me il progetto al prossimo evento oppure mettendoti in contatto con me!

Ci conto! Licia

Due pillole per farsi un’idea:

Compra sotto casa:

–  Quartieri di Padova: vivi di negozi

– Sentirsi “a casa”, nei negozi sotto casa

Le città non sono a 15 minuti: negozi sotto casa sono sempre meno


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