“Se non ti lasci toccare, mi metto con quell’altra.”
Il fidanzatino alle medie
“No, guarda bella, non andare di là. Vieni qui, qui dentro, con me.”
Un addetto in un luogo pubblico, l’altro giorno
“Vostra madre è una pazza.”
Il padre dei suoi figli
“Che razza di donna sei, che non stiri le camicie?”
Il compagno
“Ste robe strane che mangi e prepari tu, io non le mangio.”
Uno a scelta
“Ah, perché, tu non cucini?”
Uno a scelta
“Vali 100€/100.000 lire in meno di quanto avevamo pattuito.”
il nuovo datore di lavoro
“No, no, di firmare un contratto, no, non se ne parla nemmeno. O così o niente.”
Il titolare del tuo stage
“Questa non è casa tua.”
Tuo marito
“Ti dò al massimo questi di soldi, fatteli bastare.”
Tuo padre/tuo marito/compagno della tua cliente
“Ma perché, questo, è un lavoro?”
Il compagno di un’altra tua cliente
“Sei una puttana! (…ceffone…)”
Il suo stesso padre
“Se fai così/ti vesti così, non ti vorrà nessuno e non troverai mai un marito.”
La nonna
“Se ti vesti sempre così, vengo a lavorare più felice!”
Un tuo collega
“Ti comporti/ti vesti come un maschiaccio.”
La mamma
“Se bella vuoi apparire, un poco devi soffrire.”
La mamma/zia/nonna“Mi te go fato e mi te desfo.” (trad. “Io ti ho fatto/messo al mondo e io ti distruggo”)
Il genitore
“Ma che cognome hai?! Sei una Orto-Bottana!! Ha ha ha ha.”
I compagni dello sport
“Vediamo il seno? Sì, sì.”
Il ginecologo che ti strizza i capezzoli senza motivo e senza chiedere il permesso mentre sei in gravidanza
“Se mette queste condizioni, io qui non la faccio neanche partorire.”
Durante la discussione del Birth plan
“Di cosa si lamenta, signora, ci sono passate tutte prima di lei!”
Il ginecologo durante il parto
“Se lui ti farà guidare la sua macchina nuova, tu gli farai “guidare la tua”??(Ammiccando…)”
Un conoscente
“Tu non soddisfi i miei bisogni.”
“Quella tr*ia!”
“Che tro*a!”
…
“Quanto prendi?”
Per strada
“E tu con quanti sei stata?”
In una normale conversazione
“Sei sempre in giro. Non si può mai sapere dove sei.”
Il compagno
“Dove ca**o sei?!”
Il fidanzato
Sì, purtroppo ce n’è ancora bisogno di portare la propria sofferta testimonianza: come me tante altre, piccole e grandi.
Nemmeno io ne ero cosciente né consapevole, praticamente fino all’età adulta.
Così, dal mio essere umana, porto questo umile contributo.
A suo tempo a me è servito sentirne parlare per riconoscere tutti questi aspetti che mi facevano sentire sbagliata e sporca.
Magari serve a qualcun’ altra.
Scrivere un testo per questa giornata è stato super facile.
Non avevo preparato nulla perché non pensavo che anche la mia di voce servisse oggi.
Ma l’aver parlato ieri sera con un’amica, mi ha fatta svegliare nel cuore della notte.
Con una frase che continuava a risuonare nel cervello (vostra madre è…).
Come ho cominciato a sbrogliare la matassa di sensazioni legate a questi piccoli e micro eventi?
Credo di poter affermare che sia stato il periodo in cui ho conosciuto l’esistenza di doule e ostetriche, passata sia una gravidanza che i miei trent’anni.
Anche se un semino c’era stato nell’esperienza al femminile negli scout, in squadriglia con altre ragazze coetanee, amiche e quasi sorelle, ma un solo seme non è sufficiente e non è abbastanza forte.
Con le Doule e le ostetriche, soprattutto nei cerchi di donne, ho capito che ad un certo punto qualche anello della catena è saltato.
Col senno di poi, uno dei motivi è stato la narrazione dell’amore romantico, dell’anima gemella che ti completa, portandomi ad inseguire quelle prerogative illusorie piuttosto che coltivare quella che oggi chiamiamo sorellanza.
Per disporre di questo ricco materiale che pubblico oggi, non ho dovuto fare alcuna ricerca, non ho letto libri, non ho navigato in internet, non ho fatto telefonate, non ho chiesto a nessun@, nemmeno usato modelli o app per farmi venire idee.
Io non fatto niente altro che essere una donna (con la d minuscola stavolta), una femmina, fermarmi un attimo ad ascoltare e tutto è arrivato prepotentemente.
Dalle scuole medie ai giorni nostri: un autentico flusso, abbondante, costante, continuo di molestie, commenti sessisti, riferimenti sessuali anche espliciti, molestie, disuguaglianze, molestie, mobbing, revenge porn, molestie, cat calling, molestie, violenza fisica, violenza psicologica, molestie, violenza ostetrica, controllo, molestie.
E altre situazioni, vissute senza che nessuno pronunciasse parole: essere seguita, essere toccata o palpeggiata sul bus/treno/vaporetto, ma anche per strada da un ragazzino o da uno sconosciuto, inseguita con la macchina, essere squadrata dall’alto al basso, come se ti facessero una radiografia fino a dentro le mutande.
Anche da ragazzina, anche da grande, l’altro giorno, alla soglia dei cinquant’anni.
Bacini, fischi, mimare gesti sessuali, ammiccamenti, strizzatina di occhio.
Potevo fermarmi anche solo alla prima riga, ed era già tanto… troppo…
Così porto la mia voce sia da sola che unendomi alle altre voci…
Licia Valso
25 Novembre 2024
molestie (qualcuno che infastidisce un’altra persona mettendola a disagio e procurando turbamento)
commenti sessisti (qualcuno che nei tuoi confronti dice o si comporta trattandoti con gesti, comportamenti svalutando il genere o attaccando con parole della sfera sessuale)
revenge porn (qualcuno che rende pubbliche tue immagini o tuoi dettagli intimi senza consenso o anche esserne minacciata),
cat calling (qualcuno che ti approccia come per chiamare un gatto)
stalking (qualcuno che ti perseguita)
mobbing (qualcuno sul luogo di lavoro che ti mette in condizioni di svantaggio e malessere)
0 commenti